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Sassari

«Quell’appalto esclude i lavoratori locali»

«Quell’appalto esclude i lavoratori locali»

Buddusò, nel mirino della minoranza la cooperativa a cui sono stati affidati i lavori di pulizia del verde

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BUDDUSO’. Affidamento automatico a personale non locale con nessuna attenzione per le difficoltà dei disoccupati di Buddusò: questa l’accusa che la minoranza Rinascita Buddusò rivolge all’amministrazione comunale, chiedendo, in un’interpellanza inviata al consiglio, le ragioni di tale atteggiamento. Nel mirino dei consiglieri Giovanni Satta, Mariangela Saba, Francesco Canu e Battista Devaddis c’è in particolare la cooperativa sociale Sassari Servizi, alla quale sono stati affidati tutti i lavori di pulizia delle aree cimiteriali e altre manutenzioni varie. L’opposizione non ci vede chiaro, sia perché, dicono i consiglieri, «si sarebbero potute trovare altre soluzioni per l’assunzione di personale», sia perché «balza agli occhi che la stessa società, costituitasi in data 20 febbraio 2014, venne individuata come soggetto avente tutti i requisiti richiesti già il 18 aprile 2014 nonostante la dichiarazione di inizio attività sia stata effettuata soltanto il 2 maggio 2014». Da dove sbuca questa società, si chiede in sostanza il gruppo di minoranza, che elenca i lavori ad essa assegnati dal primo incarico (opere per 20mila euro) ai successivi: «più di 444mila euro in due anni da finanziamenti Ras per i lavori socialmente utili ma anche da fondi comunali». Tutti affidamenti «in via esclusiva», lamenta la minoranza, riguardanti sia le manutenzioni sia anche «la sorveglianza sulla regolarità dell’estrazione del sughero nel territorio comunale, attività per la quale però è prevalsa l’esigenza di assumere personale altamente qualificato invece che cittadini a basso reddito». Una decisione che, secondo l’opposizione, è tutt’altro che «giusta e legittima». «Sempre in merito al ruolo che la cooperativa sociale ha assunto in questi anni, - dice quindi il gruppo Rinascita Buddusò - vorremmo conoscere quale è stato il criterio con cui si è provveduto all’individuazione del personale. Vorremmo fosse individuato un criterio oggettivo per procedere di volta in volta alla scelta degli assunti in maniera trasparente». La minoranza contesta quindi la delibera che prevede l’affidamento a cooperative di tipo B dei lavori dei cosiddetti Cantieri Verdi, «opere per 106.285,71 euro derivanti da 2 diverse determinazioni dell’assessorato della Difesa dell’ambiente».

«Non abbiamo dubbi sul vostro intento di procedere ad affidare anche questo progetto alla solita cooperativa, senza fissare un benché minimo procedimento di assunzione. Ma, se davvero in paese esistono altri soggetti aventi le caratteristiche richieste, perché non procedere ad assegnare mediante gara ad evidenza pubblica? O in alternativa ad assunzione diretta dall’ufficio di collocamento ricorrendo allo stesso per l’invio delle figure richieste per tali lavori?». (b.m.)

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