Ancora a fuoco il canneto di Platamona
Per avere ragione delle fiamme, oltre alle squadre a terra, hanno operato tre Canadair e altrettanti elicotteri
SASSARI. Grande paura ieri pomeriggio per un vasto incendio che è divampato nel canneto che circonda lo stagno di Platamona. Le fiamme sospinte dal vento hanno minacciato la pineta e le case che costeggiano la strada litoranea. Una colonna di fumo ha avvolto la spiaggia della Rotonda gettando nel panico i bagnanti e costringendoli alla fuga. Le fiamme sono divampate intorno alle 17, nella zona sud dello stagno - lo stesso punto dove era stato appiccato il precedente incendio - che ricade nel territorio del Comune di Sorso. La macchina dei soccorsi è scattata fin da subito contenendo il rogo a monte della strada litoranea ed evitando che le fiamme si propagassero alla pineta che si affaccia sulla spiaggia. Sul posto sono intervenuti le squadre a terra di protezione civile, forestale, vigili del fuoco, barracelli e volontari, e l'intera flotta sarda dei canadair (3) e tre elicotteri antincendio. Le operazioni di spegnimento sono durate circa quattro ore. Oggi, invece, inizierà la conta dei danni all'interno del sito di interesse comunitario, dove nidificano numerose specie protette.
La fuga. Per i bagnanti di Platamona ieri è stato un pomeriggio di terrore. Il canneto in fiamme ha fatto sollevare una densa coltre di fumo che ha ammorbato la zona tra la Rotonda e l'ex lido Iride. Tra i bagnanti si sono vissuti attimi di panico. Per qualche minuto si è pensato che le fiamme potessero raggiungere la pineta. L’aria era irrespirabile e in certi momenti la visibilità era ridotta a pochi metri. Nessuno aveva percezione da che parte fossero le fiamme. Per questo, in molti hanno smontato gli ombrelloni e sono letteralmente scappati dalla spiaggia. Chi era arrivato al mare in auto è rimasto imbottigliato per decine di minuti, mentre molti altri si sono catapultati alle fermate dell’Atp in attesa dell’autobus, che per ovvie ragioni non poteva transitare lungo la litoranea. Alcuni curiosi hanno sfidato la sorte superando i blocchi dei soccorritori e addentrandosi tra le sterpaglie per fotografare il rogo.
Le operazioni. Il lavoro per la macchina dei soccorsi è stato duro. Il vento da una parte e il canneto dall’altra, hanno richiesto un discreto dispiegamento di uomini e mezzi. Per spegnere il rogo sono intervenuti gli uomini di protezione civile, forestale, vigili del fuoco, barracelli e volontari. Inoltre, è stato necessario intervenire anche dal cielo, con tre canadair e altrettanti elicotteri che hanno lavorato per ore prima di bonificare il rogo. Il loro intervento ha permesso di salvare le abitazioni che costeggiano la strada litoranea, perché hanno contenuto le fiamme nel lato a monte, quello dello stagno.
Sic ferito. Oggi inizierà la conta dei danni all'interno del sito di interesse comunitario (Sic) di Platamona. Si tratta di una fra le più importanti zone umide dell’isola e al proprio interno nidificano numerose specie protette. L’incendio di ieri ha mandato in cenere la zona dove vivono il famoso pollo sultano e l'airone bianco, oltre a numerose altre specie protette.
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