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Sassari

Ryanair: vertice tra governo, Regione e vettore

di Luca Rojch
Ryanair: vertice tra governo, Regione e vettore

Oggi l'incontro a Roma. Intanto l'assessore Deiana commenta la decisione dell'Unione europea: "Lascia uno spiraglio per l’aeroporto di Alghero"

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CAGLIARI. Un complicato ricamo più che un colpo di rasoio. La decisione dell’Ue sui contributi dati dalla Regione agli aeroporti è un dedalo di norme e divieti. Le 97 pagine in inglese sono arrivate nelle mani dell’assessore ai Trasporti Massimo Deiana. Le ha tradotte e distillate. «Ci è stata notificata lunedì – spiega –. Una decisone molto complessa che coinvolge 16 compagnie aeree e stabilisce una serie di principi».

In pillole. Per dirla in modo ruvido la decisione stabilisce che la legge 10, quella varata dalla giunta Cappellacci, ha violato le norme Ue e ha dato alle compagnie aeree un vantaggio che si traduce in aiuti di Stato.

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Alghero. Chiarissima anche la posizione di Alghero. Si possono dare risorse per le low cost, ma solo con il principio del Piem. In altre parole ogni euro investito deve produrre un vantaggio economico per lo scalo. La distinzione è importante. «Il nostro obiettivo è mettere a punto nei tempi più brevi possibili un sistema che sia coerente con quanto stabilisce la sentenza – dice Deiana –. Noi abbiamo interesse a sostenere legittimamente il traffico aereo internazionale, ma senza esporre la Sardegna a sanzioni per interventi maldestri. Tutte le ipotesi di intervento passano attraverso il Piem. Si deve valutare preventivamente e non successivamente la reddittività dell’intervento. Il ritorno economico che può essere considerato non è quello del territorio, non è turistico, ma solo il ritorno economico dell’aeroporto. Do i soldi all’aeroporto e li uso in modo legittimo solo se ha un ritorno. Cerchiamo di individuare un meccanismo con cui la Regione possa, sulla base di piani industriali presentati dagli scali, sostenere questo tipo di interventi. La via di uscita esiste».

Sassolini. In realtà anche la sentenza dedica poche righe ad Alghero. Deiana non resiste e risponde agli attacchi del sindaco di Alghero Mario Bruno. «Contrariamente a quanto si legge sulla stampa da parte di soggetti evidentemente dotati di poteri divinatori che non hanno letto la decisione, lo scalo di Alghero è escluso da questa sentenza. Ma solo perché tutti i flussi finanziari verso l’aeroporto di Alghero e verso le compagnie sono stati oggetto di una precedente decisione che si fonda sulle linee guida del 2005. Le attività considerate sono antecedenti alle linee guida del 2014. Tutte le affermazioni che fanno derivare l’esclusione di Alghero dal fatto che sia un aeroporto pubblico sono del tutto destituite di fondamento». In altre parole il caso Alghero era già stato analizzato sulla base delle linee del 2005, più permissive. Ma per quelle del 2014 tutte le iniziative di finanziamento diverse dal Piem, Principio dell’investitore in un'economia di mercato, sono impossibili. «Procedure come il coomarketing sono spazzate via dalla decisione dell’Ue – continua Deiana –. Avevamo ragione noi. Avevamo ragione noi che la legge 10 era un pasticcio. Mi voglio sottrarre alla gara a chi dice avevamo ragione noi. Non voglio fare parte di questo modo di affrontare i temi in modo urlato e con finalità che non risolvono il problema, ma cercano bersagli da sottoporre all’ira popolare. Noi troviamo soluzioni».

Oggi a Roma. Deiana e Pigliaru oggi con il ministro Graziano Delrio incontreranno i vertici di Ryanair. Impossibile non parlare della decisione dell’Ue che obbliga 16 compagnie a restituire 70 milioni di euro alla Regione entro il primo dicembre. Tra queste anche Ryanair. «Sarà importante capire quale sarà il margine di azione». Da parte sua la Regione ha la decisione dell’Ue che dà alcuni margini di azione, il taglio dei 2,5 euro di tasse, diventata legge ieri dopo il via libera al senato. L’accordo è possibile.

Clausola Deggendorf. Il nuovo nemico ha un nome che mette paura, è la clausola Deggendorf. In altre parole il divieto di dare aiuti di Stato a imprese che debbano restituire altri aiuti giudicati illegali e incompatibili dall’Ue. Se dovesse venire applicata di fatto queste 16 compagnie non potrebbero più avere sovvenzioni su tutto il territorio nazionale. In altre parole stop agli aiuti per le low cost. «In linea di principio è così – spiega Deiana –. Ma le compagnie possono fare ricorso contro la decisione e depositare una sorta di cauzione a garanzia. Se si vuole trovare una soluzione è possibile. La cosa sorprendente è che questa decisione dell’Ue potrebbe fermare le sovvenzioni alle low cost finite nel mirino in tutti gli aeroporti italiani».

C’è chi dice no. Ma i divieti dell’Europa non sono finiti. Con la decisione di fatto vengono cancellate alcune pratiche portate avanti da molte Regioni per dare sovvenzioni alle low cost. Di solito si acquistava pubblicità nel portale Internet della compagnia, ma in realtà si facevano arrivare per vie traverse i soldi alle low cost che controllavano le società pubblicitarie. Un modo per aggirare il divieto di dare soldi in modo diretto alle compagnie. «Oggi non è più possibile – spiega Deiana –. Nella decisione dell’Ue Ryanair e Ams (la sua società pubblicitaria su Internet ndr) sono considerate un’unica entità. E ora non si può più giocare sull’equivoco». Deiana chiude con uno sfogo. «Mi sono stufato di questa strumentalizzazione che non considera alcuni fondamentali a cui ci dobbiamo sottomettere: come il principio di stand still. Con procedure di infrazione non si possono fare interventi. Se procedi diventi tu responsabile. L’attendismo non esiste. Abbiamo agito come chi rispetta la legge».

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