Reti a strascico, distrutte le nasse di un pescatore
PORTO TORRES. «Qualche imbarcazione a strascico mi ha distrutto gran parte delle nasse che si trovavano all’interno dell’Area marina protetta del Parco nazionale dell’Asinara, a circa 350 metri da...
PORTO TORRES. «Qualche imbarcazione a strascico mi ha distrutto gran parte delle nasse che si trovavano all’interno dell’Area marina protetta del Parco nazionale dell’Asinara, a circa 350 metri da Cala Sabina, creando un danno economico notevole per me che vivo solo del pescato per mandare avanti la mia famiglia». Non sa darsi pace il giovane pescatore turritano Federico Bernardini di quello che è accaduto alla sua attrezzatura di pesca all’interno dell’Amp, e si chiede dove siano i controlli serrati che dovrebbero impedire a un certo tipo di imbarcazioni di andare a pescare in una zona interdetta dove non esiste alcuna autorizzazione per lo strascico. «La rete a strascico - aggiunge Bernardini -, nel raschiare il fondale marino ha distrutto alcune nasse e mandato a fondo delle altre, impossibili da recuperare: questa distruzione mi ha procurato un doppio danno economico, sia sulle nasse costruite con tanta fatica assieme a mio figlio e sia per il fatto che non mi hanno permesso di continuare a lavorare con quella attrezzatura per tutta l’estate». La nassa è costituita da una rete metallica o di plastica con, all’estremità, un “imbuto”: l’esca appesa all’interno costringe il pesce, attirato dall’esca, a entrare forzando le maglie posizionate sulla bocca della strozzatura e in questo modo la preda non è poi più in grado di lasciare la trappola. Il pescatore si auspica che l’Area marina protetta dell’Asinara venga veramente tutelata e rispettata da tutti. (g.m.)
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