La Nuova Sardegna

Sassari

Nel salotto Tola scatta la guerra dei tavolini

di Luca Fiori
Nel salotto Tola scatta la guerra dei tavolini

Pugno di ferro della Municipale contro chi non rispetta le regole. Gli esercenti: «Lasciateci lavorare»

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SASSARI. Nel salottino buono sono già volati i primi piatti. È durato poco - il tempo dell’annuncio in pompa magna a Palazzo Ducale - l’idillio tra gli esercenti di piazza Tola e l’amministrazione comunale, che appena giovedì scorso aveva annunciato di aver eletto la più bella e antica piazza della città a piccolo laboratorio sperimentale, ribattezzandola, per via della pedonalizzazione per ora quotidiana e poi programmata per il week end, come “nuovo salotto piazza Tola”.

L’annuncio arrivava giovedì mattina, ma quella sera stessa - dopo la carota del sindaco Nicola Sanna e dell’assessore al commercio Gianni Carbini - è arrivato il bastone della polizia municipale. Una “bastonata” da 118 euro che ha colpito quasi tutti gli esercenti della piazza. Motivo? Uno dei sette sanzionati dagli agenti in divisa era addirittura privo dell’autorizzazione per installare sedie e tavolini sulla piazza, gli altri sei si erano allargati di qualche metro rispetto al suolo pubblico che gli era stato concesso.

«Sono arrivati all’improvviso - racconta Giovanni Sanna del locale “Cicchetto” - hanno misurato con dei puntatori laser lo spazio occupato dai tavolini e poi ci hanno presentato il verbale. Capisco che devono far rispettare le regole - conclude - ma forse intavolare un dialogo sarebbe stato più utile per tutti».

Un dialogo che secondo l’assessore alle attività produttive Gianni Carbini andrebbe avanti in realtà da mesi. «C’è stato un periodo di tolleranza - spiega il rappresentante della Giunta - per oltre un mese gli esercenti della piazza sono stati avvisati che avrebbero dovuto rispettare le regole, poi si è deciso in accordo con la polizia municipale di verificare che questo stesse accadendo. Non dimentichiamoci - aggiunge Gianni Carbini - che il regolamento comunale per la collocazione di strutture precarie e amovibili quest’anno prevede uno sconto del 75 per cento sulla tassa di occupazione del suolo pubblico e consente di incrementare da 35 sino al massimo di 50 metri quadri l’area a disposizione degli esercenti che hanno locali nelle piazze cittadine». Ma tra gli esercenti c’è chi sostiene di non aver potuto beneficiare di questi spazi in più. «Avevo chiesto trenta metri quadri - spiega Giuseppe Dore della Trattoria “Le Due Lanterne” - ma il Comune me ne ha concesso solo 25. L’altra sera gli agenti della Municipale mi hanno contestato l’occupazione di quattro metri quadri in più e anche io sono stato multato. Mi sembra assurdo - conclude - che sia lo stesso Comune a metterci i bastoni tra le ruote per pochi metri quadri invece di lasciarci lavorare». Tra i beccati in fallo dal puntatore laser della Municipale c’è anche Gianluca Muzzu del bar “Il Caimano Distratto”. «All’interno dello spazio che mi hanno concesso ci sono due panchine e un albero - spiega - è chiaro che cerco di sistemare i tavolini tenendo presenti questi ostacoli, ma questo evidentemente agli agenti non interessa». A difendere l’operato dei suoi uomini ci pensa Gianni Serra, comandante della Municipale. «Nessun accanimento - spiega Serra - cerchiamo semplicemente di far rispettare le regole, ma soprattutto ogni giorno con i nostri presidi garantiamo sicurezza proprio per gli esercenti e per i tanti cittadini di tutte le età che frequentano la piazza».

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