Due ambulanti nigeriani vincono 8mila euro alla Sisal
SASSARI. Hanno pescato a piene mani nelle decine di partite che, nonostante sia agosto inoltrato, si giocano a ogni ora nei quattro angoli del mondo. Ne hanno messo in fila 12 dei preliminari di...
SASSARI. Hanno pescato a piene mani nelle decine di partite che, nonostante sia agosto inoltrato, si giocano a ogni ora nei quattro angoli del mondo. Ne hanno messo in fila 12 dei preliminari di Europa League, alcune davvero improbabili, altre più blasonate. Hanno rischiato, e ragionato, tantissimo, mettendo dentro ben 10 doppie x2 su dodici, e facendo schizzare chiaramente la quota alle stelle. E hanno avuto ragione, portandosi a casa la ragguardevole cifra di 3483,48 euro per ognuna delle due schedine, giocate identiche che il gestore della tabaccheria al piano terra del centro commerciale della Piazzetta, l’ex arbitro Rubino, gli ha accreditato in un conto aperto per l’occasione alle poste.
Una vincita da sogno per chiunque, visto che è stata fatta puntando solo due euro per schedina, e che il moltiplicatore enorme raggiunto rende evidente quanto la giocata fosse ai limiti dell’impossibile. Ma ancora più da favola per il fatto che a realizzarla sono stati due ragazzi nigeriani tra i tanti ospitati nell’isola in fuga dalle guerre africane. Due profughi ospitati in un vicino centro di accoglienza. Che avevano appena recuperato i pochi euro chiedendoli fuori dal centro commerciale. «Loro e anche molti altri ragazzi africani vengono spesso a giocare – racconta il gestore – spendono due, massimo quattro euro, e stanno anche due ore a studiare le partite, le statistiche. A organizzare le loro giocate. Così passano il tempo, e coltivano i loro sogni. Qualche volta vincono, anche se mai cifre così alte. E devo dire che mi fa davvero piacere, perché questi ragazzi, tra una giocata e l’altra, raccontano le loro storie. E questi soldi non potevano davvero finire in mani migliori».
Il gioco è sempre un problema, ma i ragazzo si tengono ben lontani dalle diaboliche e costosissime macchinette. E preferiscono consegnare a una schedina da due euro, “lavorata” e studiata per ore le loro speranze, i loro sogni. Che, quasi mai soprattutto se di mezzo c’è l’azzardo, si realizzano. Anche se qualche volta capita.
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