La Nuova Sardegna

Sassari

Il Candeliere d’oro speciale a Demuro

di Giovanni Bua
Il Candeliere d’oro speciale a Demuro

Il tenore di Porto Torres sarà premiato questa sera, prima di lui il riconoscimento alla Dinamo e a Padre Morittu di Mondo X

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SASSARI. Sono passati meno di due mesi da quando Francesco Demuro, portotorrese classe 78, ha condiviso il palco dell’Opéra national di Parigi con Placido Domingo. Lui, che da ragazzo era un cantadore e in meno di dieci anni è diventato una delle voci più apprezzate nel panorama lirico mondiale, era l’Alfredo della Traviata, Domingo il padre Germont.

Una delle tante giornate magiche di una persona speciale, per il talento e per un’umanità e una semplicità che non si è persa, come spesso accade, sopra i maggiori palchi del mondo. Oggi per lui sarà un’altra serata da incorniciare. E, sapendo quanto tiene alla sua terra, forse una delle più emozionanti.

La Commissione presieduta dal sindaco Nicola Sanna e composta dal rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli, dall’assessore regionale al Turismo Francesco Morandi, dall’amministratore straordinario della Provincia Guido Sechi, dal presidente dell’Intergremio Salvatore Spada, dalla coordinatrice tecnica dell’associazione "Le feste delle grandi macchine a spalla" Patrizia Nardi, da Antonio Arcadu già presidente dell’Azienda di soggiorno e turismo di Sassari ha infatti deciso di assegnargli il Candeliere d’oro speciale.

Il giovane cantante lirico, originario di Porto Torres, è stato ricevuto ieri pomeriggio a Palazzo Ducale dal sindaco. Il primo cittadino, assieme all’assessora alla Cultura Raffaella Sau e all’assessore al Bilancio Alessio Marras, si è da subito complimentato con l’artista che con la sua arte, il suo bel canto, sta cogliendo i dovuti riconoscimenti a livello internazionale, dando lustro alla città e all’intera isola. Il sindaco ha quindi spiegato che il premio del Candeliere d’oro speciale viene assegnato alle istituzioni, ai sassaresi, ai sardi che abbiano dato lustro alla città di Sassari e alla Sardegna, distinguendosi per capacità e impegno nei campi dello sport, dell’economia, della politica, della cultura, delle scienze, dei problemi sociali ed in modo particolare a tutti coloro che si sono prodigati per la pace fra i popoli.

Francesco Demuro, nato nel 1978, ha ricordato i suoi esordi, da quando era bambino e cantava i canti identitari della Sardegna fino al suo debutto a Parma, nel 2007, con l’opera di Verdi Luisa Miller. Ha raccontato ancora i suoi studi di canto, prima a Sassari e poi a Cagliari, dove ebbe come maestra di canto Elisabetta Scanu, e di come sia nata da subito in lui la passione per la lirica. Passione che, unità a fatica umiltà e sconfinato talento, lo ha portato in pochi anni ai vertici internazionale in un mondo estremamente competitivo e ricco di protagonisti di primo piano.

Gli ultimi tre candelieri speciali erano stati assegnati nel 2015 alla Dinamo, campione d’Italia di basket, alla giovane microbiologa e immunologa Manuela Raffatellu e, nel 2013 a Padre Salvatore Morittu della comunità di recupero Mondo X.

Ieri sera è stata poi la volta del brindisi con i primi cittadini. Nella sala del sindaco, al primo piano di piazza del Comune, erano presenti Benito Saba, che cinse la fascia tricolore da gennaio 1971 a dicembre 1973, quindi ancora Marco Fumi (1988-1990), Franco Borghetto (1990-1994), Giacomo Spissu in carica dal 1994 al 1995, Anna Sanna, il primo sindaco donna, in carica da maggio 1995 a maggio 2000, Gianfranco Ganau, l’unico ad aver ricoperto l’incarico per due mandati, prima da maggio 2005 a giugno 2010 quindi da giugno 2010 a marzo 2014 e attuale presidente del consiglio regionale.

Ora l’attesa si sposta sull'ultimo appuntamento prima della Faradda, questa sera quando sulla piazza del Comune, a partire dalle ore 20, saranno consegnati i Candelieri d’oro, d’argento, di bronzo e speciale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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