Sassari, alta tensione nel Corso basso. Gli abitanti: «Intervenite»
Appello alle forze dell’ordine dopo la rissa tra un sassarese e un nigeriano. L’altra sera l’arrivo della polizia municipale ha evitato che la situazione degenerasse
SASSARI. Domencia 14 agosto per tutta la giornata sarà il teatro colorato e rumoroso della festa tanto attesa da tutta la città, per il resto dell’anno è un Far West dove la tensione tra le bande che si dividono il territorio sale giorno dopo giorno. Il Corso basso è una polveriera pronta a esplodere e due giorni fa solo l’intervento provvidenziale di due pattuglie della polizia municipale ha evitato che un gruppo di sassaresi e uno di nigeriani si fronteggiassero dopo una scazzottata nata per un complimento di troppo a una ragazza che stava passando in moto con il fidanzato.
«Solo se vivi qui puoi capire come si è trasformata questa zona in pochi anni - spiega Giuseppe Merella gestore del circolo “Da Peppuccio” - noi viviamo in allarme costante. La notte questa zona del Corso diventa pericolosa - continua - ed è sconsigliabile per un uomo passare davanti un gruppo di nigeriani in compagnia della moglie perché non hanno nessun rispetto delle donne degli altri.Qui l’integrazione è un miraggio - continua Merella che con il suo circolo è uno dei punti di riferimento del quartiere - per ora si tratta di convivenza forzata. La cosa assurda è che sembra che dietro a questa tensione che si respira ogni giorno ci sia un disegno ben chiaro. Negli ultimi anni - continua il gestore del circolo privato - gli amministratori hanno promesso più volte di riqualificare questa zona della città e invece hanno permesso che tutte le vecchie case venissero affittate a cittadini stranieri che le occupano andando a vivere a decine dentro pochi metri quadri. Per non parlare dei traffici che fanno giorno e notte nei loro negozietti - conclude - noi che in queste strade e in questi vicoli siamo cresciuti vedendo i nostri genitori accendere la graticola in assoluta libertà, ora non abbiamo più nessun diritto e veniamo sanzionati anche se appendiamo fuori dal circolo un cartello con il prezzo della birra, mentre loro posso tenere le bombole del gas per strada e trasformare gli scantinati in locali in cui si spaccia e ci si prostituisce».
Questa parte di città - raccontano i pochi sassaresi rimasti - è divisa in due o tre zone che vengono controllate da bande di nazionalità diverse. In porta Sant’Antonio comandano i romeni, a San Donato fanno i loro traffici i nord Africani e a metà del Corso vige la legge nigeriana.
«Noi abbiamo paura - spiega Alessandra Pinna - io vivo qui e due giorni fa ho assistito dalla finestra alla rissa. Ho visto con i miei occhi che il ragazzo nigeriano ha tirato fuori la lingua a una ragazzina - aggiunge - e il fidanzato lo ha colpito, poi per fortuna sono arrivati gli agenti della polizia municipale, altrimenti la cosa si metteva male». Maria Francesca Sechi che da tre anni gestisce una tabaccheria in fondo al Corso spiega che «qui dentro il mio negozio si comportano bene e non ho mai avuto problemi con nessuno, ma io non sono di Sassari non vivo qui - aggiunge - sento però che gli abitanti della zona si lamentano e chiedono più sicurezza soprattutto la notte».
A stemperare la tensione ci prova Mor, un ambulante senegalese che ha trovato un modo semplice per integrarsi con la città. «Io sorrido a tutti - spiega mentre attende l’autobus - e in ogni quartiere trovo persone che mi vogliono bene». E se avesse ragione lui?
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