Mai più arrivo di migranti non concordato
Il Comune ha aderito alla rete Sprar per l’accoglienza dei richiedenti asilo finanziata dallo Stato
PORTO TORRES. Amministratori comunali ed esperti del settore hanno discusso del tema dell’immigrazione controllata durante un incontro pubblico che si è tenuto nei giorni scorsi nella sala conferenze “Filippo Canu”. La prima notizia importante è che i Comuni come Porto Torres che hanno aderito alla rete dello Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, non avranno ulteriori forme di accoglienza non concertate: lo stabilisce il decreto approvato in sede di Conferenza unificata il 3 agosto, dopo la richiesta da parte dell’Associazione nazionale dei comuni. La riunione promossa dall’amministrazione comunale era aperta a tutti i cittadini, anche se alla fine hanno risposto davvero in pochi, che assieme ai responsabili regionali dello Sprar volevano illustrare gli aspetti del progetto di seconda accoglienza che consente di controllare il fenomeno dell’immigrazione. Con il progetto Sprar il Comune accederà al fondo nazionale per le politiche e i servizi d’asilo e dal punto di vista economico l’adesione allo stesso progetto non ha nessun onere finanziario per l’ente, il cui impegno sarà quello di mettere a disposizione il proprio personale di ruolo per facilitare le azioni di monitoraggio finalizzate alla buona riuscita del progetto. La gestione è stata assegnata all’associazione Gus - che ha conseguito il punteggio più elevato per il progetto, presentato attraverso una manifestazione d’interesse pubblica - e i beneficiari saranno 25 migranti. «Nei confronti dei richiedenti protezione – dice l’assessore alle Politiche sociali Rosella Nuvoli – saranno svolte attività di mediazione linguistica e culturale, di tutela psico-socio-sanitaria, educazione civica, di orientamento e formazione in collaborazione con imprese locali, per spendere successivamente anche al di fuori del nostro Paese o nel loro territorio d’origine le competenze acquisite». (g.m.)
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