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Sassari

Sassari, il sindaco contestato alla Faradda: «Non mi dimetto per quattro fischi»

di Daniela Scano
Sassari, il sindaco contestato alla Faradda: «Non mi dimetto per quattro fischi»

Nicola Sanna contrattacca: qualcuno ha cavalcato il malessere ma io vado avanti. Ci sono progetti per 300 milioni

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SSASSARI. Dopo averlo fischiato alla Faradda qualcuno, dalla piazza virtuale dei social network, è arrivato a chiederne le dimissioni. Ma Nicola Sanna non ci sta e proprio da Facebook, intervistato in diretta live nella pagina della Nuova, si difende contrattaccando: «dovrei dimettermi per quattro fischiatori di turno? È una richiesta che fa ridere i polli». La frase arriva alla fine della intervista, ma che il sindaco avesse derubricato a “quattro fischi” la sonora contestazione del 14 si era capito fin dalle prime battute.

Lui, del resto, il fiato sul collo della “grande frusciadda” lo avvertiva da mesi, lo studiava nei social. Adesso che è successo, il primo cittadino intende proseguire il suo lavoro come se niente fosse accaduto, o quasi. «Me lo aspettavo. Chi governa è sempre all’indice di chi non trova soddisfazione nella propria situazione personale o economica – è il suo ragionamento –. Per questo l’altra sera pensavo che mi chiedessero “lavoro, lavoro”. Invece mi dicevano “pedala, pedala”».

Non che Sanna sottovaluti la battaglia sulla pista ciclabile, è che pensa che qualcuno abbia inforcato la bicicletta in anticipo per strumentalizzare un malessere generale. «Sono conscio delle difficoltà della città e del territorio in termini di occupazione e di sviluppo – afferma –. Però nel dibattito su questioni anche importanti, quale è anche la pista ciclabile, c’è stato un crescendo per costruire un momento di grande contestazione nei confronti del sindaco. L’altra sera ho visto gruppi che fanno riferimento alla manifestazione del 9 luglio, altri collegati alla opposizione in consiglio comunale, al M5S in particolare, che volevano recuperare la contestazione che c’è nei confronti di chi governa e che è stimabile in circa il 30 per cento della popolazione. Una protesta che raccoglie solo il malessere e non fa proposte». La deriva rischia di offuscare la Discesa patrimonio immateriale dell’umanità. L’altra sera una rappresentante dell’Unesco ha assistito alla seconda Discesa diventata gazzarra. Il sindaco non sa se questo potrebbe avere conseguenze ma di una cosa è certo: «La preoccupazione dell’Unesco è che le feste non siano oggetto di monopolio o di speculazione politica».

Nicola Sanna dice di comprendere le ragioni del malessere, ma ritiene di non avere nulla da rimproverarsi. «Non sono distante dai miei concittadini – replica –. Magari può dare fastidio la mia determinazione, ma questo è un mio tratto caratteristico. Siamo molto attivi nel raccogliere segnalazioni, come dimostra anche la vicenda di Abbanoa che dopo la mia querela si è allineata e sta eseguendo nel giro di poche ore le riparazioni».

«Non c’è dubbio che alcune scelte che maturano concretamente, come per esempio quella della pista ciclabile, portano inevitabilmente qualche fastidio – aggiunge –. Quello che non viene compreso è che stai facendo una scelta che porta la città, con notevole ritardo, agli stessi standard di città come le nostre». Sanna ha una teoria anche sulla eventuale delusione del suo elettorato. Sa che c’erano «aspettative per la carica di innovazione che ha rappresentato la mia candidatura rispetto a ciò che era politicamente consolidato – dice –. Magari qualcuno pensava che defenestrassi alcuni dall’agone politico». «Il risultato elettorale non è stato solo del sindaco, ma del consiglio comunale che è estremamente rinnovato – prosegue –. In una prima fase, che ha determinato qualche difficoltà politica, ho avuto la capacità di dirigere questo contrasto politico anche interno in una nuova giunta facendo anche sacrifici personali». Ed è vero che il primo anno di amministrazione se ne è andato via tra contestazioni interne e veti incrociati. «Questa è l’immagine che purtroppo abbiamo dato – ammette il sindaco –, ma io e la mia giunta, sia la prima sia seconda, abbiamo fatto un lavoro intensissimo che ha prodotto il risultato dei 300 milioni che presto arriveranno a Sassari dal patto per la Sardegna».

«La visita che abbiamo organizzato con Pigliaru di Renzi a Sassari è stata la certificazione che questo lavoro di questi ultimi due anni, forse troppo silenzioso, era un lavoro anche di scontro duro, ma di costruzione di una programmazione che adesso sta dando i suoi frutti». A breve partirà il cantiere del centro intermodale che porta 30 milioni, altri 12 milioni recuperare il carcere di San Sebastiano a uffici giudiziari, ci sono i mutui per le strade per sette milioni ci sono 6,2 milioni per recuperare a nuovo il palazzetto dello sport e tre impianti nei rioni popolari della nostra città, c'è l'inizio dei lavori per 95 milioni per gli ospedali. «Sono consapevole che con l’impegno che ci ho messo e l’impegno che ci metteremo nei prossimi mesi porterà a recuperare anche i ritardi verificatisi per la crisi finanziaria – annuncia il sindaco –. Abbiamo dato la priorità agli interventi sul sociale, ma è chiaro la protesta ha facile presa se non si aprono i cantieri e se non c’è nuova occupazione». «Però respingo l’idea che quattro fischi ai Candelieri siano l’indice di un malessere politico tale da portarmi alle dimissioni – taglia corto Nicola Sanna –. Non ci penso neppure».

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