La Nuova Sardegna

Sassari

Arrestato dirigente comunale di Sennori

di Salvatore Santoni
Arrestato dirigente comunale di Sennori

Peculato e falso, ai domiciliari il responsabile degli Affari generali. Per le Fiamme Gialle avrebbe gonfiato le sue buste paga

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SENNORI. Terremoto nell'amministrazione comunale di Sennori. Il gip del tribunale di Sassari, Michele Contini, ha disposto gli arresti domiciliari per il dirigente del settore Affari generali del Comune, Franco Zene, con l’accusa di aver gonfiato le proprie buste paga sottraendo all’ente migliaia di euro in pochi mesi: i reati contestati sono peculato e falso ideologico.

Le indagini, condotte dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Sassari e coordinate dal sostituto procuratore Cristina Carunchio, andavano avanti da alcuni mesi.

L’operazione, culminata nelle ultime ore in un blitz delle fiamme gialle nel Comune della Romangia, fa parte di una più vasta azione investigativa focalizzata al contrasto dei delitti contro la pubblica amministrazione.

L'inchiesta. Durante gli ultimi mesi, i militari del Nucleo di polizia tributaria, guidato dal comandante Marco Sebastiani, hanno portato via dal municipio sennorese un’imponente mole di documenti.

L’attenzione si è prima concentrata sul settore del Personale e sulle buste paga di dipendenti e collaboratori che venivano redatte proprio dall’indagato. Più tardi, i finanzieri hanno iniziato a vagliare anche le timbrature dei cartellini, oltre che ai pagamenti disposti per alcuni progetti dei Lavori pubblici e altri relativi ai servizi sociali. Giovedì mattina, l’indagine è culminata in un blitz delle Fiamme Gialle a sirene spiegate all’interno delle vie del paese e una serie di perquisizioni durante le quali è stata sequestrata nuova documentazione e anche alcuni computer in dotazione al dirigente.

Al termine delle attività investigative, i finanzieri hanno eseguito nei confronti di Franco Zene un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari.

Stipendio gonfiato. Secondo i dati raccolti nel fascicolo, tra il maggio 2015 e il maggio 2016 l'indagato avrebbe prodotto dei falsi cedolini paga inerenti la sua retribuzione mensile, alterando e modificando ad arte gli importi. In sostanza, il dirigente faceva apparire somme relative a voci dello stipendio non previste oppure importi notevolmente superiori a quelli previsti. E ancora, rimborsi relativi a non meglio specificate spese che il funzionario certificava di aver sostenuto per conto del Comune. La cifra esatta è ancora in corso di quantificazione, ma si parla di decine di migliaia di euro rastrellati in pochi mesi dal dirigente nei conti del Comune.

Clima teso. La notizia dell’arresto del funzionario è piombata sull’amministrazione comunale della Romangia in un momento di riorganizzazione della struttura dopo l’insediamento (giugno 2016) della nuova giunta. «Mi dispiace per l’accaduto - commenta il primo cittadino, Nicola Sassu - poiché si tratta di un funzionario molto efficiente nel lavoro e stimato da tutti i colleghi. Mai mi sarei aspettato una cosa del genere e spero che il dipendente possa far valere le sue ragioni davanti ai giudici. In caso contrario sarebbe un bel problema». Gli amministratori sono preoccupati che la vicenda possa inceppare una serie di settori chiave per la macchina amministrativa. «A tutt’oggi (ieri per chi legge, ndc) - aggiunge il sindaco - non abbiamo ricevuto notifica del provvedimento. Non appena riceveremo le carte ci attiveremo per adottare gli atti conseguenti. Per ora, pensiamo a garantire la funzionalità dei settori in carico al funzionario indagato».

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