Viaggio negli anni di piombo con “L’infiltrato” di Lecis
PORTO TORRES. Oltre un centinaio di persone presenti, incollate alle proprie seggiole come rapite da un viaggio a ritroso nel tempo – per qualcuno anche nel proprio passato –, nonostante la...
PORTO TORRES. Oltre un centinaio di persone presenti, incollate alle proprie seggiole come rapite da un viaggio a ritroso nel tempo – per qualcuno anche nel proprio passato –, nonostante la contemporaneità di altri importanti eventi in città. La presentazione di “L’Infiltrato” di Vindice Lecis ha confermato una volta di più la grande qualità del lavoro di divulgazione culturale che in questa estate turritana va svolgendo la Libreria Koinè. Proprio davanti alla libreria, in Corso Vittorio Emanuele 25, lo scrittore-giornalista, introdotto ed incalzato dal giornalista Gianni Bazzoni, ha discusso di terrorismo, anni di piombo, politica, svelando particolari inediti o dimenticati dai presenti. La serata è stata introdotta dalle letture di alcuni stralci da parte di Alessandro Pala, quindi il botta e risposta tra l’autore e Bazzoni.
Il giornalista ha ricordato come in questo libro, al pari di altri precedenti di Vindice Lecis, «ci sia tanta Sardegna, tanta Porto Torres», mentre Lecis ha spiegato la genesi dell’opera, che parla in maniera romanzata dell'operazione, reale, concordata dalle alte sfere del Pci, d'infiltrare un proprio uomo nella colonna romana delle Brigate Rosse. Lo scrittore ha fornito i numeri spaventosi degli anni di piombo e dello stragismo nero – 428 vittime in un ventennio, migliaia di feriti e 14mila attentati –, ha provato a spiegare le motivazioni che spinsero il Pci a compiere in collaborazione con lo Stato un’operazione tanto ardita decidendo quindi di interromperla, per poi allargare il discorso al caso Moro, agli ammiccamenti e contrapposizioni tra i partiti in quegli anni, all’istituzione di una ennesima commissione d'inchiesta per far luce, appunto, sul rapimento e omicidio Moro.
Emanuele Fancellu
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