La Nuova Sardegna

Sassari

Porto turistico, approdo da far west

di Gavino Masia
Porto turistico, approdo da far west

Il gestore latita da tre mesi e nelle banchine non ci sono regole e controlli: furti ripetuti, barche abusive e niente acqua

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PORTO TORRES. Una vera e propria situazione da far west all’interno del porto turistico che sta pagando le conseguenze della mancanza di un gestore ad oltre tre mesi dalla rinuncia della società Ars-Marina Turritana. Manca un controllo all’interno della struttura portuale, almeno così raccontano i diportisti che sono ancora ormeggiati nei pontili, e in questi mesi estivi sono venuti a mancare due piedi di motore fuoribordo, è stato mandato a fondo un gommone (poi recuperato) e a quanto pare ci sono almeno 15 imbarcazioni abusive che fanno uso dei gavitelli del porto. Una situazione al limite della decenza in uno scalo turistico che doveva rappresentare l’eccellenza della marineria turritana, e non solo, visto che mancano acqua ed energia elettrica e che la nuova gara d’appalto per assegnare la gestione dei pontili si è persa nei meandri della burocrazia. In questa “vacatio” gestionale, inoltre, molti clienti hanno messo la prua verso altri approdi per ricercare quei servizi essenziali che stanno mancando da troppo tempo nei pontili portotorresi. Sei barche grosse di armatori stranieri (Spagna e Francia), un catamarano svizzero e una signora di Brescia che ha preferito spostarsi ad Alghero. «Potrebbe essere un fiore all’occhiello per tutta la comunità – dice un diportista romano ormeggiato al porto turistico -, invece è diventato terra di nessuno, dove c’è chi va e chi viene, chi lascia e chi prende. Nessuno pulisce e non ci sono servizi igienici».

Per il navigatore capitolino si tratta di una struttura importante economicamente ma abbandonata a se stessa: «Soldi pubblici, come al solito, buttati al vento».

C’è poi la signora napoletana che preferisce ormeggiare in questi pontili perché costano meno rispetto a quelli della bassa Gallura, però «la mancanza dell’acqua crea forti disagi e non so quanto si possa resistere con questa situazione». E’ vero che l’abbandono del porto turistico non figlio dalla scelta dell’Authority e che sono necessari tempi tecnici per riattivare la concessione del bene a seguito della rinuncia della società Ars-Marina Turritana. Ma sono tanti pure quelli che si chiedono quando la stessa Autorità portuale attiverà la nuova procedura per individuare un altro soggetto che possa gestire, assicurandone la continuità nel tempo, la struttura.

Senza dimenticare il danno economico che stanno sopportando almeno una ventina di imprese che, direttamente o indirettamente, traevano reddito dall’indotto generato dalla gestione del porticciolo turistico.

Anche la sezione di Sassari della Confederazione nazionale artigiani era intervenuta nei mesi scorsi per denunciare il perdurare di questa situazione, chiedendo a tutti gli enti interessati di attivarsi per una tempestiva soluzione del problema. Parole rimaste purtroppo nel vuoto, considerando la situazione attuale, col serio pericolo che il porto venga escluso, anche per le prossime stagioni, dalla programmazione del diportismo turistico nazionale e straniero.

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