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Sassari

Evade dai domiciliari e viene arrestato su una moto rubata

Evade dai domiciliari e viene arrestato su una moto rubata

SASSARI. Dopo il controllo serale dei carabinieri era convinto che nessuno lo avrebbe più disturbato almeno fino al giorno successivo. I piani di Michael Calaresu, sassarese di 24 anni, agli arresti...

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SASSARI. Dopo il controllo serale dei carabinieri era convinto che nessuno lo avrebbe più disturbato almeno fino al giorno successivo. I piani di Michael Calaresu, sassarese di 24 anni, agli arresti domiciliari per scontare una condanna per tentata estorsione, sono andati a monte grazie al fiuto dei carabinieri del nucleo radiomobile che qualche ora dopo il primo controllo hanno deciso di fare una seconda visita a casa del giovane.

Verso le tre del mattino di domenica i militari hanno bussato a casa del giovane ma non hanno ricevuto risposta. Dopo aver atteso per alcuni minuti davanti all’abitazione del giovane, hanno fatto un giro intorno al palazzo e poco dopo lo hanno visto arrivare mentre spingeva uno scooter a motore spento. Il 24enne non ha neanche avuto il tempo di fuggire. I carabinieri gli hanno prima chiesto cosa ci facesse in giro e poi hanno scoperto che lo scooter non era di sua proprietà, ma era stato rubato. Per Michael Calaresu a quel punto sono scattate le manette per evasione dagli arresti domiciliari e per ricettazione. Ieri mattina il giudice ha convalidato l’arresto e gli ha riapplicato la misura degli arresti domiciliari. Michael Calaresu era finito in manette la prima volta proprio a causa di uno scooter rubato. Il giovane era stato arrestato quattro anni fa insieme a un amico dalla polizia mentre prendeva 500 euro dal proprietario di uno scooter che era stato rubato. I due si erano “offerti” di restituire la moto al proprietario, ma in cambio di una sorta di “ricompensa”. «Sono in contatto con la persona che in questo momento è in possesso del tuo scooter - gli avevano detto - solo che occorrono 500 euro che lui ha già speso per acquistarlo. Se non paghi il motorino sarà smontato e venduto a pezzi». La vittima invece aveva avvisato la questura e fissato l’incontro in piazza Castello. Quando i due si erano presentati per riscuotere il denaro, avevano trovato gli agenti, che li avevano arrestati.

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