Treni vecchi e biglietti salati a Sorso pendolari in rivolta
Dal primo settembre il costo dei biglietti Arst è lievitato ma la qualità del servizio non è cambiata A bloccare i nuovi locomotori anche il fatto che molti macchinisti non sono abilitati a guidarli
SORSO. Treni vecchi e difettosi, che quando va bene sono sporchi e senza riscaldamento, e quando va male lasciano i viaggiatori a piedi. È l'odissea quotidiana che sono costretti a vivere i pendolari della linea ferroviaria Sorso-Sassari. Dal primo settembre il costo dei biglietti Arst è lievitato ma la qualità del servizio non è cambiata scatenando le proteste dei viaggiatori. I quattro nuovi treni - inaugurati a fine giugno a Sassari - sono arrivati per sostituire le littorine vecchie di 60 anni, ma in Romangia si vedono circolare poco perché non tutti i macchinisti sono abilitati. E per mandare in pensione il famoso "treno degli studenti" bisognerà attendere fino a giugno 2017, quando l'Arst metterà in servizio altri nuovi treni.
Pochi treni. Ci sono due motivi per i quali i nuovi treni non si vedono spesso sui binari della Romangia. Il primo, è che non tutti i macchinisti hanno l'abilitazione adeguata: un paradosso. «È vero - spiega il direttore di esercizio ferroviario dell'Arst, Giuseppe Roggero - c'è stato qualche ritardo con il ministero ma garantiamo che entro l'inizio dell'anno scolastico (il 14 settembre) tutti i macchinisti in servizio sulla tratta Sassari-Sorso avranno l'abilitazione». Il secondo motivo riguarda la capacità di trasporto: ogni giorno partono da Sorso oltre 400 tra studenti e lavoratori. Che significa due viaggi ravvicinati da quattro carrozze l'uno, otto in tutto. In sostanza, i nuovi treni dell'Arst girano in Romangia soltanto negli orari in cui viaggiano meno passeggeri. Questo perché negli orari di punta non garantirebbero la capienza necessaria. «Preferiamo utilizzarli su Alghero per questo motivo - aggiunge Roggero - perché la Sassari-Alghero non richiede un così grande numero di posti».
Isotta non molla. Ecco perché durante il prossimo anno, studenti e lavoratori dovranno stringere i denti e continuare a viaggiare sull'instancabile locomotore LDe Isotta Fraschini, un vero e proprio cimelio del parco mezzi Arst, meglio conosciuto come "treno degli studenti" e in molti altri modi irriferibili. «Nel giugno del prossimo anno - annuncia il direttore Roggero - arriveranno altri nuovi treni Stadler che sono già in produzione. A quel punto potremmo organizzare meglio la tratta e la qualità del servizio migliorerà nettamente».
Gli aumenti. Secondo quanto stabilito dalla giunta regionale, dal primo settembre il biglietto sulla tratta Sorso-Sassari e viceversa è passato da 1,20 a 1,90 euro, gli abbonamenti sono aumentati di 1,50 euro su base mensile e l'accoppiamento del biglietto di andata e ritorno, che prima costava 2,20 euro, è sparito: ora è necessario acquistare due corse (3,80 euro).
Le proteste. In questi giorni le proteste dei pendolari sono concentrate sugli aumenti della bigliettazione decisi dalla giunta regionale. «Perché dovremmo subire questo ulteriore aumento senza avere di conseguenza un reale miglioramento del servizio?», si domandano i pendolari sorsensi. Sì, perché a fronte di una tariffa più alta, la qualità del servizio non cambia di una virgola. E per vedere circolare in maniera sistematica i nuovi treni, o meglio per non vedere più circolare treni da far west, bisognerà attendere ancora. «Ci ritroviamo a viaggiare ancora sulle vecchie macchine tutte scassate, sporche e paragonabili a forni nella stagione estiva», spiega un altro lavoratore pendolare. L'Arst da parte sua si è vista piombare addosso le nuove tariffazioni deliberate dalla giunta regionale, e sta cercando di tamponare la situazione. «In questi giorni - conclude Roggero - cercheremo di rimettere in steso alcune motrici T40 (più comode e performanti delle littorine) per garantire un servizio migliore in attesa dell'arrivo di altri nuovi treni».
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