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Sassari

Autoparco di Forestas, nuovo no alla chiusura

di Barbara Mastino
Autoparco di Forestas, nuovo no alla chiusura

Discusso in Consiglio un ordine del giorno presentato da “Ozieri Domani” Il Comune chiederà un impegno ufficiale da parte della Regione e dell’agenzia

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OZIERI. Un impegno formale di Forestas a riconoscere anche in futuro il ruolo strategico dell’autoparco di Bena Majore. Questa la richiesta contenuta in un ordine del giorno della minoranza Ozieri Domani discusso dal consiglio comunale nel corso del quale si è deciso di portare la questione in commissione chiedendo un incontro all’agenzia regionale e l’assessoratop regionale all’Ambiente.

Il parco mezzi dell’agenzia ex Ente Foreste, come si ricorderà, è uno dei presidi del quale a intervalli regolari viene annunciata la chiusura e che negli anni è stato comunque ridimensionato con spostamenti di mezzi e personale. Eppure si tratta di un presidio strategico per lo spostamento di mezzi e uomini, e su di esso in un recente passato sono stati investiti alcuni milioni di euro. Ciò nonostante, anche di recente è stata riscontrata la presenza di aree non a norma, che hanno quindi nuovamente fatto parlare di chiusura. Una chiusura che l’amministrazione comunale di Ozieri era riuscita pochi mesi fa a scongiurare, anche firmando con Forestas un protocollo d’intesa per impegnare mezzi e risorse umane nella manutenzione del verde pubblico cittadino: ma a quanto pare, lo spettro di una serrata è nuovamente alle porte soprattutto perché, dopo quanto avvenuto di recente, le funzioni del parco mezzi sono state comunque ridotte, anche se mantenute, e ciò, dicono i consiglieri di Ozieri Domani Nanni Terrosu, Antonio Delogu, Paola Cubeddu e Leonardo Farina, «ha di fatto provocato un lento ed inesorabile depauperamento in termini di personale e mezzi». Il gruppo di minoranza ha chiesto quindi che venga finalmente individuata una soluzione definitiva, da concordare con l’amministrazione comunale. Sul piatto della bilancia c’è un presidio di importanza strategica, data la sua centralità, per il controllo del territorio da parte dell’agenzia Forestas (e del Corpo Forestale, in caso di eventi calamitosi), ma ci sono anche, ovviamente, le ricadute economiche sul territorio come, soprattutto, i posti di lavoro. Posti come quelli di «diverse figure professionali assegnate all’autoparco (meccanici e aiuto meccanici, carrozzieri e aiuto carrozzieri, addetti al magazzino ricambi, autisti, fabbri, impiegati, tecnici radio/elettrauto) che sono utilizzati in mansioni diverse e generali a causa del trasferimento dei mezzi e delle attrezzature operato dal 2014». E mentre il personale specializzato è sottoutilizzato, l’agenzia è costretta a servirsi di ditte esterne per la manutenzione e i lavori nei cantieri. Dov’è, quindi, l’economicità della chiusura di Bena Majore? In Consiglio c’è stata unità di intenti sulla vicenda e alla fine è passata la linea della maggioranza di discuterne in commissione.

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