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Sassari

Giovane muore a Santa Teresa, la sorella della vittima: «Davide adorava Matteo»

di Giulia Bardanzellu
Giovane muore a Santa Teresa, la sorella della vittima: «Davide adorava Matteo»

La ragazza è stata la prima persona ad accorrere in piazza Vittorio Emanuele. Difende l’amico del fratello: «No, non gli avrebbe mai fatto del male»

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SANTA TERESA. Vent'anni, amici. Un'estate fatta di duro lavoro stagionale, di giorno, e serate all'insegna del divertimento. Qualche volta è troppa la stanchezza, altri giorni si tira fino a tardi. La vita di un paese turistico è scandita dai momenti liberi a disposizione da dedicare ai propri affetti. Era così anche per quel gruppo di amici che, in un venerdì notte di metà settembre, è passato improvvisamente dalla gioia dello stare insieme alla tragedia. È stata la sorella maggiore di Matteo, Sara, a ricevere per prima la notizia di quanto accaduto. Si è precipitata in piazza Vittorio Emanuele, ha trovato lì l'ambulanza. Dentro c'era Matteo, che giaceva disteso, accanto l'amico del cuore, Davide: «Era disperato. Mi diceva di non entrare – racconta Sara Fasolino – ma ho voluto subito vedere mio fratello. Era bello, come sempre, sembrava dormisse, non aveva segni visibili. Davide urlava che era colpa sua ma tutti sanno che era uno degli amici che gli voleva più bene al mondo, non gli avrebbe mai fatto del male». Prima ancora che dai magistrati la ricostruzione dei fatti alla famiglia è giunta da altre testimonianze di chi era lì. «Io stessa ho voluto chiamare i fratelli di Davide – dice ancora Sara – perché sta succedendo una tragedia nella tragedia. Capisco che i magistrati devono fare il loro lavoro ma tutti noi sappiamo qual era il loro rapporto». Sara ha la voce rotta dal pianto mentre parla del suo cucciolo d'uomo, Matteo, un ragazzo bellissimo, dolcissimo e anche responsabile: «Questo era un anno importante per lui – ricorda – aveva iniziato il lavoro di bagnino e l'aveva preso seriamente. Era cresciuto, era cambiato, aveva tanti sogni ed eravamo tutti orgogliosi di lui. Dopo un inverno trascorso lontano da casa, per studiare, questa estate la stava vivendo intensamente, sempre insieme alle persone a lui più care». Come Davide.

Due amici da sempre, cresciuti insieme in paese, prima di separarsi per prendere ognuno la propria strada, ma senza mai perdersi davvero. Il dolore che ha avvolto la comunità riguarda anche la famiglia di Davide Porcu. È il fratello maggiore Mauro a raccontare lo stato d'animo del ragazzo: «Ora è tornato a casa ma sta male, malissimo. La loro è un'amicizia di vecchia data e c'era grande affiatamento. Appena Matteo arrivava al bar Davide mollava il bancone per correre ad abbracciarlo». Il pensiero del processo e delle eventuali conseguenze non è pari al dolore per perdita di un amico: «Il pm ci ha detto che la legge deve fare il suo corso ma Davide non sta male per questo, è disperato perché il suo amico non c'è più e si sente responsabile. Voleva impedirgli di prendere la macchina, l'ha fatto perché gli voleva bene».

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