Santa Teresa, tragica fine di Matteo Fasolino: «Un ragazzo che ti conquistava»
Il ricordo del titolare dello stabilimento in cui la vittima lavorava come bagnino
SANTA TERESA. «Magari lo conosci poco, ma vorresti conoscerlo ancora, di nuovo, perché lui era affabile, buono». Giovannino Bocognano ha la concessione dei giochi nella spiaggia di Rena bianca, sotto il paese di Santa Teresa. Lui l’aveva visto il giorno prima, Matteo Fasolino.
«Matteo fa il bagnino qui dietro» e indica la postazione di avvistamento. «Ieri pomeriggio (giovedì, ndr) era di turno in questa spiaggia – spiega Bocognano –, alternava la presenza qui in quelle di Santa Reparata e Capo Testa. L’ho visto per tutta l’estate, ci parlavo tutti i giorni. Bravo ragazzo, davvero. Non lo dico tanto per dire: come al solito se ne vanno sempre i più buoni. Sono molto addolorato, penso che il comune farà una giornata di lutto cittadino. Credo sia il modo migliore per ricordare Matteo».
Poco più su, in piazza, al bar Conti, quando si pensava che Matteo fosse caduto da un’altezza di 5 metri, Salvatore Fois, barista, ricorda la dissaventura del figlio, Gianluca, precipitato da un’altezza di 12 metri e poi rimasto ore in mare.
«Salvo per miracolo, mio figlio – dice Salvatore Fois –. Invece, qui, è stata fatale una caduta di pochi metri. Non ci sono parole: sono, siamo tutti addolorati».
E lo sono, i teresini, in questa giornata di mare in cui tutto, apparentemente, è uguale a sempre: la spiaggia di Rena Bianca piena di bagnanti, il centro affollato di turisti, gli esercizi commerciali a pieno regime. «Abbiamo sentito la sirena alle 3 del mattino, ci siamo spaventati tutti, qui in centro – dicono alcuni in piazza –. Abbiamo capito che era successo qualcosa di grave, ma mai avremmo pensato che oggi avremmo pianto due figli, due ventenni: uno morto, l’altro accusato di averlo ucciso. Che dolore, che strazio».
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