Sassari, il Comune riappalta il tratto della pista ciclabile abbandonato dalla ditta campana
Respinto in tribunale il ricorso della società cacciata a luglio. L’opera dev’essere ultimata entro il 31 dicembre
SASSARI. Il tribunale di Sassari ha respinto il ricorso dell’impresa campana Maser srl, che a luglio era stata cacciata dal Comune da uno dei cantieri delle piste ciclabili. Una risoluzione del contratto per inadempienza riguardo ai lavori aggiudicati per 400 mila euro sul lotto delle piste ciclabili in via Duca degli Abruzzi, via Verona, via Washington, fino a via Vienna. Un cantiere che in realtà era già stato abbandonato da tempo dalla ditta vincitrice dell’appalto, dopo avere lavorato per mesi a singhiozzo.
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Ora Palazzo ducale, che aspettava il pronunciamento del tribunale, riassegnerà i l’appalto sul lotto abbandonato: restano da ultimare le opere in via Duca degli Abruzzi e via Verona, e da realizzare completamente il tracciato ciclabile dalla caserma dei carabinieri fino alla polo universitario di via Vienna, in modo da chiudere l’anello della pista cittadina su via Budapest-viale Italia. Intanto, come ha spiegato ieri il sindaco, Nicola Sanna, a margine della presentazione della Settimana europea della mobilità sostenibile, nei prossimi giorni inizieranno i lavori per realizzare la pista ciclabile in via Diaz, dopo la variante con cui la Giunta ha risparmiato viale Dante dal passaggio del percorso ciclabile.
«Mercoledì prossimo in occasione della ciclopedalata organizzata nel contesto della Settimana europea della mobilità sostenibile, inaugureremo un primo tratto della pista ciclabile, e questo per noi è un motivo di orgoglio», ha spiegato Sanna. «Ora, con l’approvazione della variante e con la decisione del tribunale che ha respinto il ricorso dell’impresa cui avevamo risolto il contratto per inadempienza, potremo dare un’accelerata ai lavori e concludere le opere entro la fine dell’anno».
Un'accelerata obbligata, visto che se la pista ciclabile non dovesse essere completata entro il 31 dicembre, il Comune sarebbe costretto a restituire all'Unione europea il finanziamento da 1,8 milioni ricevuto proprio per realizzare il percorso ciclabile in città. «È un'ipotesi cui non vogliamo pensare, anche perché saremmo costretti a recuperare quei soldi dai fondi del bilancio comunale», ha continuato il sindaco, prima di soffermarsi sulle ragioni che hanno spinto la Giunta ad approvare la variante al progetto, cancellando la pista da viale Dante e deviandola su via Diaz: «Eravamo convinti che l'impatto su viale Dante sarebbe stato minimo e ci avrebbe consentito anche di non sacrificare troppi parcheggi, visto che per realizzare l'intero circuito ne sono già stati cancellati centoventi» spiega Sanna. «La scelta di via Diaz è comunque coerente con il progetto ed era già stata prospettata nella stesura iniziale. E poi, abbiamo voluto tenere conto dei sentimenti di preoccupazione espressi da alcuni cittadini riguardo a dover intervenire sulla parte centrale di viale Dante, dopo meno di dieci anni dal suo rifacimento».
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