La Nuova Sardegna

Sassari

Oro taroccato a Sassari, gioiellieri truffati con falsi monili di famiglia

di Gianni Bazzoni
Oro taroccato a Sassari, gioiellieri truffati con falsi monili di famiglia

Una donna napoletana denunciata dalla polizia dopo mesi di indagini: i colpi in diversi negozi in città e ad Alghero

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SASSARI. Gioielli abilmente taroccati e fatti passare come preziosi di famiglia dei quali - per necessità - ci si deve disfare. Una storia che nei Compro Oro si ripete sempre più spesso negli ultimi mesi. Solo che stavolta la scena era studiata a tavolino e dall’altra parte c’era un’abile truffatrice: i gioielli versati in una attività commerciale, infatti, non erano in oro bianco ma delle imitazioni ben fatte, munite di regolare punzonatura della caratura 750.

Scoperta la truffa, a conclusione delle indagini, gli investigatori della squadra mobile della questura guidati dal dirigente Bibiana Pala, hanno denunciato in stato di libertà una donna napoletana di 29 anni. I reati contestati sono quelli di truffa pluriaggravata, ricettazione e uso di cose con impronte di pubblica autenticazione contraffatte. Tra l’altro, la giovane ha precedenti penali per gli stessi reati commessi in altre parti d’Italia.

Primavera. La vicenda risale alla primavera scorsa, quando la donna - di bell’aspetto e modi gentili - si presenta come turista di passaggio in alcune gioiellerie e Compro Oro di sassari e Alghero e propone la cessione di catenine e braccialetti in oro bianco. É abile nel fare credere che si tratta di preziosi di famiglia.

Vendita. L’operazione va in porto: le vittime non hanno alcun sospetto in quanto gli oggetti sono di ottima fattura. Gioielli versati, quindi, in cambio delle somme di denaro pattuite per alcune migliaia di euro. Al momento della cessione, inoltre, c’era stato anche un “test immediato” per la verifica della presenza di metallo nobile con esito positivo. E poi c’era la punzonatura della caratura 750 e il timbro di fabbricazione riconducibile a una bottega artigiana toscana specializzata nella lavorazione e produzione di preziosi.

Denuncia. Dopo alcune settimane, la denuncia (per sospette irregolarità), gli esami di laboratorio e la scoperta della truffa ormai consumata. Niente oro, i preziosi erano in realtà materiali prodotti con una lega di semplice metallo.

Indagini. Gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità della giovane donna che è stata denunciata all’autorità giudiziaria. Si è anche scoperto che la punzonatura dei preziosi era stata eseguita con la clonazione del timbro della fabbrica produttrice.

I precedenti. Due anni fa la Mobile aveva scoperto una truffa simile: un gruppo di ragazze aveva messo a segno numerose truffe con le stesse modalità. Notevole il danno economico per le vittime. Ora gli accertamenti dovranno dimostrare eventuali collegamenti tra diverse organizzazioni specializzate nelle truffe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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