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Sassari

PARLIAMONE: I “like” assurdi all’annuncio del suicidio

di Daniela Scano
PARLIAMONE: I “like” assurdi all’annuncio del suicidio

Un giovane uomo scrive un messaggio disperato nel suo profilo Facebook. Gli “amici” rispondono “mi piace” e qualcuno ci scherza su

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La frase è raggelante e inequivocabile: «Ho deciso di farla finita». Il giovane uomo che l’ha scritta nel profilo Facebook dice di sentirsi molto triste ma non spiega perché. Forse vuole che glielo chiedano anzi certamente se lo aspetta, visto che risponde ai primi messaggi. All’improvviso smette di scrivere, non si sa se perché è troppo disperato oppure perché ha deciso che non vale la pena di cercare conforto nei social che sempre più spesso riducono tutto a poltiglia di sentimenti.

È successo anche al protagonista di questa storia, a lieto fine, che fa riflettere perché “racconta” bene la sconfitta dell’empatia ai tempi dei social network. Il buonsenso travolto dalla superficialità dilagante.

L’altra sera D. ha lanciato nel mare del web il suo messaggio nella bottiglia perché sperava di essere salvato dai suoi tanti “amici”. Il messaggio era una richiesta di aiuto immediato. Il post ha riscosso trenta assurdi like e novantacinque commenti, alcuni sconcertanti, mentre il tempo scorreva e D. non rispondeva.

Qualcuno ha esortato il giovane a reagire, ad affrontare la vita a muso duro, a pensare alla sua famiglia, a non arrendersi. A parte una donna, nessuno ha chiesto all’aspirante suicida perché stesse così male. Tanti hanno esordito con «non ti conosco ma...» e poi hanno dispensato a mani piene pillole di saggezza e chiacchiere da bar, lezioni di vita non richieste, perfino insulti “terapeutici”.

Poi è arrivata l’ondata degli inconsapevoli che non distinguono un dramma da uno scherzo, che non sanno quale materiale umano stanno maneggiando, che non conoscono l’effetto delle parole. Ma le scrivono, in buona fede, involontariamente sciocche e crudeli, potenzialmente pericolose.

Ecco alcune “perle” elargite a D. nella sua serata più brutta, al netto degli smile e delle faccette ridenti (ci sono state anche quelle): «fai da bravo», «stai dando i numeri», «cambia spacciatore ahahaha», «complimenti, ottima scelta», «aspettiamo che ci dia il buon giorno», «non farlo, pensa a chi ha dedicato minuti per confortarti». E ancora: «sei solo un egoista», «rientra nei ranghi», «weeeeee cerca di dire meno stronzate», «hai ancora le rate della macchina da pagare», «bravo così si libera un posto in manicomio». E per finire un insuperabile «facci sapere se è tutto a posto».

La serata di D. è finita bene grazie a Facebook, bisogna riconoscerlo. L’aspirante suicida è stato infatti rintracciato dai carabinieri, avvertiti da qualcuno che invece di cercare un like aveva fatto qualcosa di concreto per aiutare quel giovane uomo solo e in effetti pericolosamente triste, come aveva detto al mondo poche ore prima. D. ha spiegato il suo dolore ai militari che lo hanno ascoltato. Come si fa tra amici veri.

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