Alle vecchie sorgenti per cercare l’acqua
Rubinetti a secco, i consiglieri di Sennori Canu e Nonna chiedono di riattivare l’impianto Funtana ruja
SENNORI. Ripristinare il vecchio acquedotto di Funtana ruja per alleviare i disagi causati alla cittadinanza dalla carenza di acqua nella rete comunale. È la proposta che arriva dai consiglieri comunali di Sennori, Antonio Canu e Francesca Nonna, che suggerisce all’amministrazione comunale una strada per rendere il Comune «meno dipendente dalle forniture Abbanoa». La proposta è contenuta in un’interpellanza che verrà discussa nella prossima seduta del consiglio comunale.
I consiglieri chiedono al sindaco Nicola Sassu di conoscere i provvedimenti che l’amministrazione sta intraprendendo per ridurre «i grandi disagi che derivano dalle riduzioni dell’approvvigionamento idrico dell’acqua alle famiglie e alle attività produttive».
Canu e Nonna evidenziano come gli avvisi delle riduzioni di orario vengono divulgati - a volte - quando già l’acqua non sgorga dai rubinetti. «Riteniamo che si debbano intraprendere con urgenza alcune iniziative - scrivono i consiglieri in una nota -. Innanzitutto si intervenga con urgenza per ripristinare l’acquedotto di Funtana ruia e conseguentemente la funzionalità delle tante fontanelle dalle quali sgorga l’acqua proveniente dalle sorgenti di Sette funtane e Funtana ruia e che inspiegabilmente da tempo non erogano acqua».
Inoltre, Antonio Canu e Francesca Nonna suggeriscono di attingere l’acqua da un pozzo che si trova a monte della circonvallazione, nella parte alta del paese. «Il pozzo è attualmente è in disuso - conclude il comunicato - ma potrebbe essere molto utile a lenire il disagio dei sennoresi in quanto ha una notevole potenzialità di litri/secondo. Tale risorsa idrica potrebbe aggiungersi a quella pompata dai pozzi di Teraculos e rendere così meno dipendente Sennori dalle forniture di Abbanoa». (s.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google