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Sassari

Famiglie in crisi: «No al tempo pieno»

di Vincenzo Garofalo
Famiglie in crisi: «No al tempo pieno»

Tanti genitori non hanno la possibilità di pagare il ticket mensa. A San Giuseppe si valuta l’idea del pranzo “fai da te”

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SASSARI. La crisi economica e la mensa scolastica spaccano in due la città. Da una parte ci sono i quartieri benestanti in cui i genitori chiedono l’avvio anticipato del tempo pieno e del servizio mensa nella scuola elementare e negli asili, perché gli impegni di lavoro non consentono loro di badare ai figli anche all’ora di pranzo e nel primo pomeriggio. Dall’altra parte ci sono decine di famiglie dei rioni cosiddetti popolari, che chiedono espressamente ai presidi delle scuole di non iscrivere i loro figli al tempo pieno, perché non possono permettersi di pagare la mensa.

«È un problema nuovo, che si è palesato in maniera drammatica quest’anno», spiega Vittorio Sanna, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Monte Rosello basso, mille alunni nello storico quartiere popolare sassarese. «Ho contattato i miei colleghi degli altri istituti del Monte Rosello alto e del Latte dolce, e mi hanno confermato che anche nelle loro scuole decine di famiglie hanno avanzato la stessa richiesta, essere esclusi dal tempo pieno per non dover pagare il ticket mensa». Solo che essere esclusi dal tempo pieno non è semplice perché i posti nel tempo normale, dalle 8.30 alle 13, sono limitati. Il problema è stato segnalato al Comune, che ha preso tempo: «Abbiamo ricevuto questa segnalazione all’inizio dell’anno scolastico, ed effettivamente è un problema nuovo – spiega l’assessore alle Politiche educative, Vittoria Casu – Gli uffici stanno analizzando la situazione per capire se e come l’amministrazione comunale possa intervenire. Di sicuro non abbiamo intenzione di ignorare le difficoltà manifestate da molte famiglie e cercheremo di fare quanto possibile».

Nella scuola primaria, su dodici plessi scolastici per 254 classi totali (tra cinque circoli didattici, cinque istituti comprensivi e il Canopoleno), a frequentare le lezioni sono 5.122. Di questi, 2.186 seguono l’orario normale e 2.751 il tempo pieno. Il servizio di mensa scolastica, legato al tempo pieno, è organizzato dal Comune secondo un appalto quinquennale e, per legge, gli utenti devono partecipare alle spese. L’esenzione dal pagamento del ticket è prevista per le famiglie segnalate dai servizi sociali di Palazzo ducale, e per chi ha un reddito Isee inferiore ai 5mila euro. Le altre famiglie pagano secondo fasce crescenti, in base al reddito. Si va da un minimo di 50 centesimi a pasto fino a un massimo di 4,60 euro. E il servizio partirà il 3 ottobre. Data che ha fatto scattare il malcontento di molte famiglie, quelle che avrebbero voluto il tempo prolungato e la mensa fin dal primo giorno di scuola.

Si è creato anche un comitato di genitori, che ha il nucleo nella scuola di San Giuseppe, che ha proposto l’attivazione del tempo pieno anche senza la mensa, permettendo ai bambini di portarsi il panino direttamente da casa. A San Giuseppe la dirigente scolastica ha preso in considerazione la richiesta delle famiglie, ma pretende garanzie dai genitori e ha lasciato uno spiraglio per cui, forse, dalla prossima settimana potrebbe far partire il tempo pieno, con il pranzo fai da te. Una soluzione che potrebbe metter d’accordo un po’ tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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