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Sassari, con l’auto contro un palo: Stefano andava dalla fidanzata

Sassari, con l’auto contro un palo: Stefano andava dalla fidanzata

Prime valutazioni dopo l’incidente mortale di Campanedda, tragedia favorita dall’alta velocità: il giovane era diretto a Porto Torres

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SASSARI. Andava a incontrare la ragazza a Porto Torres. Si erano sentiti poco prima al telefono e insieme avevano anche deciso di programmare una breve vacanza. Non vedeva l’ora di arrivare Stefano Nania, il ragazzo di 18 anni che ha perso la vita nel terribile incidente di martedì notte a poca distanza dalla borgata di Campanedda.

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L’auto è volata fuori strada sbriciolando un palo di cemento, di quelli che reggono i cavi dell’illuminazione pubblica. Per il giovane, purtroppo, non c’è stato niente da fare e i soccorsi - per quanto tempestivi - si sono rivelati inutili.

Era partito dalla borgata di La Corte - dove risiede la famiglia - Stefano Nania e alla guida della Renault Clio ha affrontato quella strada che in fondo conosceva bene. All’uscita di una semicruva, in prossimità della cantoniera di “Baiona”, ha perso il controllo dell’auto che si è rovesciata più volte e ha centrato in pieno il palo.

I rilievi dei carabinieri della compagnia di Porto Torres al momento non hanno stabilito con certezza la causa dell’incidente. Solo alcune ipotesi, ma l’elemento determinante - in questo caso come in molti altri - sembra essere la velocità. L’auto correva - secondo i primi rilievi - e il ragazzo potrebbe avere eseguito una manovra brusca per evitare un ostacolo improvviso (forse un cinghiale, ne sono stati segnali diversi in quel tratto e ci sono già stati incidenti). Anche se non si esclude che la presenza di residui di materiali (sabbia e pietroline) possa avere favorito la sbandata all’uscita della semi curva e quindi il conseguente incidente.

Stefano Nania contava tanti amici, soprattutto a Porto Torres dove si recava abitualmente e dove aveva anche frequentato per qualche anno l’istituto tecnico “Paglietti”.

Ieri in tanti hanno voluto testimoniare vicinanza e affetto ai familiari. Soprattutto sui social è stato un continuo passaggio di messaggi da parte di chi conosceva Stefano Nania da sempre, ma anche di chi l’aveva incontrato solo qualche volta.

La sua morte, purtroppo, si aggiunge alle altre che in pochi giorni hanno macchiato di sangue le strade della Sardegna. Alle tragedie è seguito sempre un forte richiamo ai giovani a guidare con prudenza, a moderare la velocità, a non avere fretta di fare tutto senza rispettare i tempi e ignorando i pericoli. E oggi più che mai quel richiamo torna d’attualità, perché guarda al valore primario di salvare vite umane.

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