«Noi esclusi dalla festa di Sant’Anastasia»
Buddusò, rammarico della presidente di Sas Rundineddas: i nostri piccoli artisti non sono stati invitati
«Un bellissimo programma per la festa di Sant’Anastasia, con la partecipazione dei gruppi folk locali: tutti tranne le Rundineddas». Una riflessione amara quella di Antonietta Marroni, presidente dell’associazione che fa capo al gruppo dei piccoli artisti di Buddusò che in pochi anni sono riusciti a conquistare grande notorietà e calcare tanti palchi in tutta l’isola.
Tanti, tranne quello del paese d’origine e di una delle feste più sentite. «Come mai?», si chiede Antonietta. Domanda che nasce dopo aver appurato che nel programma che comprende i gruppi «ci sono tutti quelli di Buddusò e non solo, tranne i miei bambini». «Subito, leggendo la locandina della festa – dice Antonietta Marroni – passo in rassegna i possibili motivi dell’esclusione. Per motivi personali, non credo: in passato è vero ho rispedito al mittente persone che non corrispondevano all’oggetto sociale della mia attività, ma hanno trovato posto da altre parti, quindi non può essere questo il motivo. Che io non sia adatta a portare avanti questa attività? Non torna, fa parte del mio lavoro, svolgo la professione di bibliotecaria per il Comune da più di venti anni, e quasi tutte le attività culturali passano là. Quindi non penso sia nemmeno questa la ragione. Che siano i bambini a suscitare qualche dubbio? No, non c’è stato festival o rassegna a cui non siano stati invitati, rappresentando Buddusò a Sant’Efisio, alla Cavalcata, a San Simplicio e così via. Che siano cambiate le tradizioni e il modo di tramandarle? Non so. So solo che Sas Rundineddas hanno portato la cultura, le tradizioni, i balli del nostro paese in tanti posti in Sardegna. Ma poi, a prescindere da questo, la festa patronale non appartiene a nessuno se non alla comunità, e sia i bambini che io vi apparteniamo. Esistono inoltre per le manifestazioni delle regole ben precise: o tutti o nessuno. I favoritismi e le selezioni si fanno negli eventi privati. Noi in quanto gruppo non ci sentiamo lesi o risentiti per non essere stati invitati, vorrei solo dire che a me non è stato chiesto niente, in modo che non si possa dire “noi li abbiamo invitati ma loro hanno declinato l'invito”». (b.m.)
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