La riqualificazione passa per l’Area di crisi complessa
Il Consorzio industriale provinciale ha presentato il piano Progetti per lo sviluppo del territorio, alcuni già finanziati
PORTO TORRES. Il Consorzio provinciale di Sassari ha predisposto un Piano di riconversione e riqualificazione industriale del territorio, da sottoporre all’esame e valutazione della Regione, degli enti locali e delle forze economiche e sociali che operano nel nord ovest della Sardegna. L’obiettivo delle azioni è quello di favorire condizioni vantaggiose di insediamento nel territorio e di contribuire a creare attorno al complesso industriale - costituito da un porto finora sottoutilizzato - i presupposti per lo sviluppo di un nuovo distretto in cui attirare capitali e rendere appetibili gli investimenti. Soprattutto dopo lo smantellato dell’industria petrolchimica, nel 2011, sostituita, solo parzialmente, dal progetto della chimica verde che conferma la presenza del gruppo Eni a Porto Torres. Le proposte del Piano di riconversione del Cip arrivano dopo due deliberazioni della giunta regionale - che detta la disciplina delle Aree di crisi industriale complessa -, che ha stabilito di richiedere al ministero dello Sviluppo economico il riconoscimento di “Area di crisi industriale complessa” per il polo industriale di Porto Torres.
In virtù di questo possono dunque essere attivati progetti di riconversione e riqualificazione industriale che promuovano investimenti produttivi, anche di carattere innovativo, la formazione di capitale umano, la riconversione delle aree industriali dismesse, il recupero ambientale e l’efficientamento energetico dei siti e la realizzazione delle infrastrutture funzionali agli interventi. Tra le nuove infrastrutture logistiche già finanziate dal ministero dello Sviluppo economico, con un importo di 1milione e 50mila euro, c’è la riqualificazione della viabilità di accesso alle aree retro portuali attigue al pontile secchi nel porto industriale. Si tratta della strada di collegamento tra la portineria Stintino e il centro intermodale, nel passato porta di ingresso per le ditte esterne allo stabilimento, alle aree retro portuali dello scalo industriale.
I progetti delle altre infrastrutture, con il relativo importo previsto ancora da finanziare, sono l’acquisizione di aree di proprietà Syndial da destinare alla riconversione e reindustrializzazione dell’ex Petrolchimico (3milioni e 500mila euro), la realizzazione di una zona franca doganale nel centro intermodale di Porto Torres (con riattamento capannone e riattivazione servizi interni: 1milione e 840mila euro) e gli interventi su viabilità, rete idrica e rete fognaria dell’agglomerato industriale (1milione e 850mila euro). Gli interventi di salvaguardia ambientale già finanziati, invece, riguardano la realizzazione di un impianto di pretrattamento dei rifiuti liquidi da realizzare nel depuratore consortile (797mila euro), il Piano di caratterizzazione delle aree pubbliche del Sin per le bonifiche (1milione e 900mila euro), gli interventi di messa in sicurezza di emergenza dell’area ex Vinyls (1milione e 500mila euro)e le opere di collegamento tra la termocentrale di Fiume Santo e il depuratore consortile con due linee di tubazioni per acque reflue e acque depurate (6milioni e 500mila euro).
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