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Sassari

Rubati i pc, la preside: «Non li ricompro»

di Gianni Bazzoni
Rubati i pc, la preside: «Non li ricompro»

Il sospetto di una complicità interna all’istituto, la finestra era aperta. «Sperimentiamo il disagio, chi sa qualcosa parli»

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SASSARI. Hanno spogliato la scuola di quasi tutti i computer, quelli utilizzati per le lavagne interattive e la moderna didattica. Strumenti tecnologici che erano stati appena ricomprati dalla dirigenza scolastica del liceo scientifico Spano dopo il furto messo a segno il 23 luglio. Un sacrificio economico enorme vanificato in pochi minuti da gente che - probabilmente - non è poi così lontana dagli ambienti scolastici.

Maria Paola Curreli, dirigente dello Spano, ieri mattina ha tenuto i ragazzi fuori dall’istituto per consentire alla polizia e, in particolare, agli specialisti della Scientifica di eseguire i rilievi senza possibilità di contaminazione di alcun genere. E poi ha annunciato la decisione assunta dopo una breve riflessione: «I pc portatili erano stati appena riacquistati – racconta – per consentire così il regolare funzionamento delle lavagne digitali. Ma ora, visto che il furto è stato commesso con chiare analogie con quello precedente e con evidenti “aiuti” dall’interno della scuola (una finestra è stata lasciata appositamente aperta), non intendo riacquistarli. Studenti e famiglie sperimenteranno il disagio causato dal nuovo furto, e se qualcuno sa o sente qualcosa può segnalarlo. Esistono mille modi per farlo, anche in maniera anonima».

Una provocazione, ma non più di tanto. La decisione del dirigente scolastico si basa su una valutazione concreta: «Bisogna scegliere – prosegue Maria Paola Curreli – decidere da che parte stare, schierarsi: con la scuola o con chi con simili azioni la danneggia in modo grave».

Non basta più indignarsi, quindi. Era già successo il 23 luglio, quando i ladri erano entrati a scuola durante la notte passando per una finestra che stranamente non era chiusa. O almeno, c’era chi sapeva che il piolino non era stato abbassato, quindi basta una spinta e la finestra si spalanca.

L’incursione dei ladri di pc si è ripetuta nella notte tra sabato e domenica. Stesso giochetto della finestra chiusa per finta, informazioni precise per i ladri che sapevano perfettamente dei computer appena installati (da meno di una settimana). «Credo che ci sia una complicità interna – dice ancora la dirigente dello Spano – e non escludo nessuno: non dico i ragazzi o gli adulti. É qualcosa che nasce all’interno dell’istituto: in questo periodo abbiamo parecchie persone che vanno e vengono perché stiamo eseguendo una serie di interventi. C’è un gran traffico: non punto il dito contro nessuno, ma qualcuno ha agito dall’interno per preparare il facile ingresso dei ladri».

Maria Paola Curreli ha presentato denuncia di furto alla polizia e a scuola sono arrivati gli agenti della sezione volanti della questura e gli specialisti della polizia Scientifica che hanno rilevato parecchie impronte. In particolare quelle sulla finestra e sulle porte che sono state forzate (12 su 16) e da dove sono stati portati via 12 computer appena piazzati. E poi le impronte delle scarpe sui banchi, altre tracce biologiche sui vetri di una delle finestre (forse qualcuno che ha poggiato la fronte mentre controllava sia all’interno che all’esterno). Infine c’è un elemento che potrebbe rivelarsi prezioso: le telecamere del sistema di videosorveglianza dell’Auditorium provinciale (puntate su via Monte Grappa)potrebbero avere ripreso gli autori del colpo, o comunque fornire altre indicazioni importanti agli investigatori.

«Ribadisco che è fondamentale il contributo di tutti, anche di chi non è a scuola – dice ancora Maria Paola Curreli – perché chi compie questi furti lo fa in rete con altri. Ho fiducia che possano arrivare informazioni utili. Per la scuola è un grave danno, e ci saranno disagi per gli studenti e per i docenti».

Oggi gli studenti torneranno in classe per riprendere le lezioni, e tutti sono stati messi al corrente dell’appello lanciato dalla preside.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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