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Sassari

Abbanoa, allacci abusivi denunciate tredici persone

di Gavino Masia
Abbanoa, allacci abusivi denunciate tredici persone

I controlli sono scattati dopo la segnalazione di alcuni cittadini per bollette salate In 2 mesi rubati 20mila metri cubi d’acqua con tubi di fortuna e contatori fasulli

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PORTO TORRES. Ventimila metri cubi d’acqua consumati nel giro di un paio di mesi con uno stratagemma che consentiva a 13 persone di usufruire del servizio idrico senza però pagare i corrispettivi alla società Abbanoa. Un vero e proprio furto che andava avanti da diverso tempo, finchè tre cittadini si sono presentati nella caserma di via Antonelli per segnalare bollette dell’acqua salatissime recapitate al loro indirizzo che non trovavano però corrispettivo nello standard medio dei consumi familiari.

Una anomalia che ha insospettito gli inquirenti e che ha dato il via alle indagini dei carabinieri, al comando del luogotenente Giuseppe Denegri, che assieme ai tecnici della società di gestione della rete idrica hanno svolto un sopralluogo nelle zone interessate. Cinque utenze del campo nomadi di Ponte Pizzinnu avevano studiato l’artifizio di collegarsi con un tubo direttamente al piantone di Abbanoa, facendo registrare i picchi di consumo più alti, mentre in altre parti della città le utenze morose avevano addirittura asportato il contatore originale a norma per la misurazione del consumo dell’acqua, sostituendolo con un apparecchio fasullo. Questo per non dare nell’occhio agli operatori di Abbanoa addetti al controllo dei consumi, e cercare di andare avanti con il furto dell’acqua come se niente fosse e chissà per quanto tempo. Il consumo anomalo non corrispondeva però alle bollette astronomiche inviate ad altre utenze che pagavano regolarmente la bolletta dell’acqua, che si sono allarmate permettendo così di venire a capo della truffa in atto da mesi. I controlli effettuati hanno permesso di individuare 13 contatori dell’acqua, a cui erano abusivamente allacciate altrettante famiglie, ed è così partita la denuncia da parte dei militari con l’accusa di furto d’acqua. C’è da dire che la maggior parte delle utenze che rubavano l’acqua vivono in condizioni di assoluta indigenza, e il più delle volte si erano rivolti ai Servizi sociali per cercare di sanare parte del loro debito prima che Abbanoa mettesse i sigilli al contatore dell’acqua. La scure dell’ente gestore aveva cominciato ad abbattersi mesi fa contro diversi morosi - venendo meno a quanto promise davanti ad associazioni, cittadini e amministratori -, fra i quali vi erano famiglie indigenti con bambini piccoli che non potevano pagare le bollette contestate. Il furto di acqua è sempre un reato contemplato espressamente dalla legge, al di là che tra i colpevoli ci siano famiglie che vivono in condizioni economiche disperate.

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