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Sassari

Li Punti, abitazioni allagate dai liquami

di Pinuccio Saba
Li Punti, abitazioni allagate dai liquami

Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza di cornicioni e di pali delle linee elettriche pericolanti

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SASSARI. A 24 ore dall’acquazzone che si è abbattuto sul Sassarese, è arrivato il momento della conta dei danni. Un calcolo difficile, almeno fino a quando tutte le persone colpite dal maltempo non chiederanno un risarcimento, se mai ci sarà.

Acquazzone, bomba d’acqua, tromba d’aria: tutto per indicare quei quindici minuti durante i quali si sono scatenate le forze della natura che hanno flagellato Sassari, Castelsardo, Porto Torres e parte della Nurra. Danni alle abitazioni, come a Porto Torres, o alle aziende - sempre nella città rivierasca - dove la violenza del vento ha rovesciato diverse imbarcazioni tirate in secca in un cantiere navale.

Danni alle infrastrutture. I vigili del fuoco, dopo la giornata si superlavoro di sabato, ieri hanno potuto tirare il fiato. Ma si è reso necessario il loro intervento soprattutto per mettere in sicurezza pali delle linee elettriche e telefoniche. Pali inclinati o divelti principalmente lungo le strade intercomunali o di penetrazione agraria, palificazioni in legno che non hanno resistito alla forza del vento. E muretti a secco (pochi, per la verità) che però ostruivano la carreggiata delle strade comunali. Non sono mancati gli interventi per la messa in sicurezza dei cornicioni pericolanti, o degli alberi spezzati dall’intensità del vento (molti a Castelsardo), senza dimenticare poi la rimozione dei rami che ostruivano strade e marciapiedi. Un elenco nel quale non potevano mancare i tombini o le caditoie per lo smaltimento delle acque reflue, puntualmente intasati dal fogliame o dai rifiuti a causa della scarsa o tardiva (e perciò non ancora completata) manutenzione.

Fognature. Emblematico quanto accaduto a Li Punti. In una decina di abitazioni, villette a schiera fra le vie Monte Tignosu, Falchi, Ara e Virdis, il volume dell’acqua ha provocato un “rigurgito” dalla rete fognaria. Acque nere e melma hanno invaso il piano terra di queste abitazioni ma quello che più fa infuriare i residenti è che questa “eventualità” era stata segnalata già sei anni fa. Problema causato da un banale incidente stradale: un mezzo pesante aveva agganciato un tombino ma - a sentire gli abitanti della zona - il ripristino della copertura non aveva risolto il problema tanto che al primo accenno di pioggia la strade si allegano e i residenti si preparano al peggio censurando i giudizi sull’operato degli enti pubblici (Comune in prima battuta) al pensiero di aver pagato per le opere di urbanizzazione.

Agricoltura. Limitati, fortunatamente, i danni alle colture e alle aziende zootecniche. L’acquazzone sembra aver risparmiato i grandi vigneti della Nurra, del Coros e della Romangia, anche se in qualche vigna non è rimasto un acino d’uva. Non si contano, però, i campi e gli orti allagati e solo fra qualche giorno sarà possibile conoscere la portata dei danni provocati dalla pioggia.

Strade. Molti gli allagamenti che hanno provocato rallentamenti alla circolazione sia nei centri urbani che nelle strade di collegamento. Particolarmente difficile la situazione in quelle strade comunali e intercomunalil dove gli spazi di transito già ridotti la tipologia delle carreggiate, sono stati invasi da fango, pietrisco, rami e sterpaglie e dalle immancabili buste dei rifiuti. Disagi che già ieri erano però in via di soluzione.

Hanno invece retto bene le reti dei servizi: a parte qualche locale black out non si sono registrati particolari disagi mentre le reti telefoniche non hanno mai smesso di funzionare. Nessun problema (per adesso) neppure alla tanto vituperata rete idrica. Un sabato pomeriggio che ha messo a dura prova la macchina dei soccorsi e la protezione civile. Ma che, alla fine, ha retto l’improvvisa ondata di maltempo. E adesso ci si prepara alle piogge invernali, che si spera arrivino rapidamente ma solo perché sono l’unico rimdio alla grande sete di quest’annata.

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