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Sassari

Sei metri di bontà per i terremotati

Sei metri di bontà per i terremotati

Nel mercato di Campagna Amica farinata di ceci da record. Cualbu (Coldiretti): fa bene alla salute

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SASSARI. La fainè più grande del mondo è lunga ben 6 metri. È quella che è stata preparata a Sassari il 24 settembre nel mercato di Campagna Amica grazie a Coldiretti Sardegna che ha promosso l’iniziativa con la Federazione locale dell’Organizzazione e i produttori che ogni sabato sono presenti all’emiciclo: a prepararla è stato proprio il forno di Mario Marongiu, con l’aiuto fattivo dei ragazzi della cooperativa Gena di Olmedo.

Un momento di promozione culinaria legato però alla solidarietà verso i terremotati: grazie all’idea di Campagna Amica e i Giovani Coldiretti le offerte ricavate dalla vendita dei pasti sono state devolute ai territori colpiti dal sisma del 24 agosto.

Questo piatto che ormai fa parte della tradizione sassarese, conosciuto anche in altre zone della Sardegna, è una farinata di ceci che richiede attenzione e maestria nella sua realizzazione; è di derivazione genovese ed è stata adottata dai sassaresi che ne hanno apprezzato l’importanza nutrizionale e la bontà del gusto.

«Gli effetti benefici dei legumi sono molteplici. Lo sono soprattutto per la salute umana – spiega Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna – non a caso rappresentano secondo gli studi un ingrediente fondamentale nella dieta mediterranea e quindi nella dieta dei nostri centenari: per questo occorre che si promuova una seria politica di rilancio delle coltivazioni delle leguminose e una seria promozione riguardo il loro consumo – conclude Cualbu –. Per quanto concerne Coldiretti, e il grande successo dei nostri mercati, non possiamo che offrire ai nuovi produttori un canale di vendita immediato e ai consumatori giornate come questa dove volentieri abbiniamo alla vendita la promozione delle peculiarità locali: attenzione al territorio, alla tradizione e km 0». «La fainè è un piatto povero che abbiamo deciso di promuovere nell’anno internazionale che la Fao ha dedicato ai legumi ai quali l’Università di Sassari ha dedicato un convegno internazionale – afferma Luca Saba direttore di Coldiretti Sardegna – Portiamo quindi l’attenzione verso questo tipo di produzioni agricole. La Sardegna (che ne è comunque la sesta produttrice a livello nazionale) dedica loro circa 4mila ettari. Tutto ciò non basta però e ancora c’è tanto da fare nella promozione di una coltura che è fondamentale nella rotazione delle coltivazioni perché dona quelle sostanze naturali alla terra che diversamente siamo costretti ad apportare attraverso concimi chimici spesso dannosi. Infatti i legumi arricchiscono il terreno di azoto e sostanze organiche, assorbendo allo stesso tempo azoto dall’atmosfera. Infine riducono e abbattono le emissione della Co2». (p.p.)

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