La Nuova Sardegna

Sassari

Contributi per l’affitto, duemila famiglie in fila

di Vincenzo Garofalo
Contributi per l’affitto, duemila famiglie in fila

Il Comune non può far fronte alle richieste per il taglio dei trasferimenti regionali E alcuni proprietari di fronte all’aiuto pubblico preferiscono non dare la casa

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SASSARI. Duemila famiglie sassaresi bussano al portone di Palazzo Ducale per chiedere un aiuto per pagare l’affitto di casa. Di queste meno della metà riesce ad avere un po’ di ossigeno ottenendo un contributo di 258 euro il mese, per un anno. Impossibile per il Comune tendere la mano a tutti. Mancano i fondi. Quelli che arrivano dalla Regione sono sempre meno: nel 2013 erano 1,6 milioni; lo scorso anno 816 mila; e per quest’anno ancora non si sa. Palazzo Ducale ha messo a disposizione 1,1 milioni sia lo scorso anno, sia questo.

Le graduatorie sono due: una per accedere al contributo comunale e una per ottenere l’aiuto dai fondi regionali. A queste due graduatorie si aggiunge una terza lista, quella di coloro i quali si ritrovano dall’oggi al domani senza una casa, o perché sotto sfratto esecutivo o perché la loro abitazione non è più sicura.

Quest’anno le richieste per ottenere il contributo comunale sono state 759, e fra queste il Comune ha potuto soddisfare solo 296 domande. La graduatoria per i contributi regionali è stata pubblicata nei giorni scorsi: le richieste consegnate agli uffici sono 630. Ancora il Comune non sa quanti soldi stanzierà la Regione, ma se dovesse confermare l’importo dello scorso anno (circa 800mila euro), le famiglie che potranno usufruire dell’aiuto di 258 euro per ogni mese di affitto non saranno più di trecento.

Oltre queste domande ci sono quelle di chi è sotto sfratto, che può richiedere il contributo straordinario “per situazioni indifferibili e urgenti”. Per questi casi il Comune ha stanziato 250mila euro e a fronte di 505 richieste presentate, sono stati consegnati solo 134 contributi. Ma un bando è ancora aperto e scadrà il 27 ottobre.

Tutte le graduatorie sono stilate in base a precisi requisiti che devono essere indicati nella domanda di accesso ai contributi: reddito, composizione nucleo familiare, presenza di figli minori, presenza di persone invalide, stato di divorziati o separati negli ultimi due anni (valido per il bando regionale), stipula di un contratto a canone concordato, delega al proprietario per evitare un diverso utilizzo del contributo. «A novembre il Comune pubblicherà un nuovo bando per accedere ai contributi affitto comunali», spiega l’assessore alla Politiche abitative, Ottavio Sanna, «un nuovo bando in cui abbiamo deciso di riservare maggiore attenzione alle famiglie numerose e alle persone disabili. Nonostante le difficoltà, anche quest’anno abbiamo voluto confermare lo stanziamento di 1 milione e 100 mila euro per cercare di aiutar più famiglie possibile». Eppure l’ultimo anno sono state presentate una ventina di domande in meno: «Sì succede qualcosa di paradossale, molto proprietari di appartamenti quando sanno che una persona riceve il contributo comunale preferisce non affittarle la casa», spiega Sanna. «Tutto ciò è assurdo perché l’intervento del Comune è un doppia garanzia, sia perché i 258 euro al mese arrivano di sicuro nelle tasche del proprietario, sia perché nel caso in cui l’inquilino non pagasse il resto del canone, l’amministrazione interviene per esortarlo a pagare».

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