Forte alleanza sociale contro le ludopatie
OSILO. Mamme che giocano alle macchinette con i figli a fianco, giocatori che non riescono a staccarsene per molte ore, famiglie rovinate dal gioco d’azzardo. Non raggiunge forse la gravità di altri...
OSILO. Mamme che giocano alle macchinette con i figli a fianco, giocatori che non riescono a staccarsene per molte ore, famiglie rovinate dal gioco d’azzardo. Non raggiunge forse la gravità di altri centri anche vicini, la ludopatia a Osilo, ma ciò non toglie che essa desti un forte allarme sociale, anche perché in un paese. Se ne è parlato, in maniera ampia e approfondita, all’incontro promosso dall’amministrazione comunale e dal SerD di Sassari con le istituzioni, le associazioni, i comitati locali. Un giro d’orizzonte che ha consentito di cogliere segnali, evidenziare preoccupazioni, ma anche immaginare un percorso che da un lato serva a prevenire la dipendenza, dall’altro aiuti ad allontanarsene chi già ha avuto la sventura di cascarci. Lo hanno detto un po’ tutti, nei loro interventi, il sindaco, Giovanni Ligios, i rappresentanti del SerD Gregorio Salis e Rossella Tanca, il capogruppo della minoranza, Franco Urgeghe, il responsabile dei servizi sociali del Comune, Mario Bonu. E poi, i tanti interventi delle istituzioni e delle associazioni: la scuola, il consiglio comunale dei ragazzi, la Coldiretti, l’Avis, il comitato Babbu Eternu, i Cantori di Bonaria, l’associazione Badde Lontana, per citarne alcuni. «Possiamo immaginare uno scenario diviso in tre zone - ha detto Gregorio Salis - una “zona verde”, dove stiamo un po’ tutti, dove il gioco conserva la sua valenza positiva e spesso socializzante. Poi c’è la “zona arancione” - ha proseguito lo psicologo della Asl - lì il rischio di trasformare il gioco in qualcosa di meno “ludico” è già presente. Infine, la “zona rossa”, dove la dipendenza è ormai conclamata, dove il gioco diventa ossessione e rovina, non solamente economica». La scommessa da giocare - a proposito di gioco (non patologico) - hanno detto un po’ tutti i relatori, è quella di lavorare soprattutto sulla zona verde, per favorire stili di vita positivi, creare benessere sociale, prevenire il bisogno della dipendenza, qualunque essa sia. Per fare questo occorre una alta sensibilità sociale, una concezione del proprio essere nella comunità in maniera attenta, responsabile, propositiva. Sensibilità di cui le associazioni e i comitati sono evidentemente i primi portatori, essendo che già nei rispettivi settori mettono a disposizione le loro intelligenze e il loro tempo libero per gli altri. Per questo, è stato detto, sarà importante che i rappresentanti delle associazioni presenti all’incontro si facciano portavoce presso i loro associati - oltre 400, è stato calcolato - delle tematiche emerse, e possano tornare ai futuri incontri che sono stati programmati, con un bagaglio di idee e di ipotesi di lavoro che servano a mettere in campo un progetto ampio e articolato per migliorare la qualità della vita e prevenire le dipendenze».
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