La Nuova Sardegna

Sassari

Ittireddu, dopo quattro anni riapre il Museo Archeologico

di Barbara Mastino

Istituito nel 1984, è stato sottoposto a importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento Fu creato per ospitare i reperti provenienti da sei necropoli risalenti al periodo eneolitico

3 MINUTI DI LETTURA





ITTIREDDU. Riapre domani al pubblico dopo quattro lunghi anni il Museo Civico Archeologico ed Etnografico di Ittireddu, sottoposto a una ristrutturazione grazie a un finanziamento regionale del 2012 incrementato da un cospicuo fondo comunale.

La riapertura sarà celebrata ufficialmente domani 7 ottobre con un cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale di Ittireddu con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari, Olbia-Tempio e Nuoro, in programma dalle 16, che vedrà la presenza di un folto gruppo di esperti e studiosi.

Tra questi l’archeologo Franco Campus, sindaco di Ittireddu, autore del saluto introduttivo insieme con l’assessore regionale ai Beni Culturali Claudia Firino; la dirigente della Soprintendenza Maura Picciau, il dirigente del segretariato per la Sardegna del Ministero dei Beni Culturali Filippo Maria Gambari, il funzionario archeologo della Soprintendenza per il territorio di Ittireddu Nadia Canu, i direttori del progetto per l’accreditamento e di allestimento, insieme con Franco Campus, Pina Maria Derudas, archeologa, e Alberto Luciano, ingegnere.

Infine la ex Soprintendente per la Sardegna Fulvia Lo Schiavo già Soprintendente Archeologo per la Sardegna: minente studiosa della protostoria dell’isola e vera artefice della prima apertura del Museo di Ittireddu oltre 30 anni fa, nel 1984.

L’équipe presenterà al pubblico il nuovo percorso espositivo del museo, integralmente rinnovato sia sotto il profilo scientifico che per quanto attiene gli arredi e che mantiene come filo conduttore il territorio ora inquadrato però nel più ampio contesto Mediterraneo ed Europeo grazie ai grandi pannelli esplicativi.

Un museo moderno, che dà ampio spazio alla didattica (con spiegazioni in diversi livelli di lettura per adattarsi al pubblico) e si avvale di strumenti multimediali, applicazioni per la visita nelle diverse lingue, riproduzione di reperti all’esterno delle vetrine per il percorso tattile per i non vedenti, presentazioni adatte ai bambini e, per finire, nuovi gadget con il logo del museo.

Una veste nuova per una struttura che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’intero territorio.

«Inaugurato nel 1984 come seconda struttura museale civica della Sardegna – spiega il sindaco Franco Campus – il Museo di Ittireddu fu creato per custodire i reperti rinvenuti proprio nel suo territorio: un’area caratterizzata da una fittissima presenza umana nella preistoria, testimoniata da ben 6 distinte necropoli a domus de janas, sino all’età storica, della quale è splendido retaggio la chiesetta bizantina di Santa Croce incastonata nel tessuto urbano più antico del paese. Elementi che vennero opportunamente valorizzati dall’allora sindaco Diego Satta, a capo di un’amministrazione illuminata che vide nei Beni Culturali un’importante volano per lo sviluppo delle zone interne.

Dopo i primi fasti, però, iniziò una parabola discendente che solo nel 2012, grazie all’ottenimento di un finanziamento regionale e all’impegno dell’amministrazione presieduta da Rosolino Petretto, si è riusciti a invertire creando i presupposti per questa nuova apertura, che rientra nell’ambito di un generale percorso di riorganizzazione del patrimonio archeologico, naturalistico e geologico. La riapertura è quindi un traguardo – conclude – ma anche e soprattutto un nuovo inizio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative