La Nuova Sardegna

Sassari

La Sardegna come in un sogno nelle immagini di Vittoria Attianese

Federico Spano
Il nuraghe e la chiesa di Santa Sabina in una foto di Vittoria Attianese
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Il nuraghe e la chiesa di Santa Sabina in una foto di Vittoria Attianese

Grande successo per l'account instagram di una docente di Cremona, che ha omaggiato l'isola con alcune straordinarie immagini

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SASSARI. Chi si è imbattuto nel suo profilo, su Instagram, è rimasto folgorato dalla leggerezza e dalla bellezza delle sue fotografie. Ogni immagine è come un sogno, dove i palazzi, i monumenti, gli oggetti, sono al centro di paesaggi luminosi, fatti di nuvole e cielo.

Lei si chiama Vittoria Attianese, è di Cremona, e insegna grafica pubblicitaria e fotografia in un istituto superiore. Il suo account @kidvikk in poco tempo ha raggiunto i quasi 30mila follower. Nelle scorse settimane, alcuni luoghi della Sardegna hanno trovato spazio nella sua splendida gallery, dal nuraghe di Santa Sabina a un edificio di Castiadas.

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«Nelle mie elaborazioni fotografiche tento di fare "tabula rasa" intorno ai soggetti che scelgo, sgretolando il contesto che li circonda, ricreando una composizione immaginaria - spiega Vittoria Attianese -. Per esempio un edificio imponente e pesante si ritrova in uno spazio svuotato e ripulito, in un ovunque fatto di leggerezza, dove l’aria - quale elemento sospeso o volante - e l’acqua - elementi quali nuvole e nebbia - lo facciano quasi levitare, con l'intento di regalare quasi un sospiro di sollievo».

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«Solitamente scelgo un soggetto e lo estrapolo dal suo contesto, lo metto in uno spazio svuotato, pulito, sospeso - aggiunge Vittoria - . Focalizzo l’attenzione solo su ciò che mi interessa, in modo che questo elemento così isolato risulti sempre “a fuoco”, un po’ come succede durante un sogno, in fase onirica o durante il processo che può fare un "pensiero” nel momento in cui prende la sua forma. Quando pensi a un soggetto non lo vedi come se fosse sempre in primo piano, mentre il resto si perde come se fosse sfocato, immerso nella nebbia o tra le nuvole? Ecco, a me capita così, ed è proprio questo che voglio rappresentare».

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