Gli ambientalisti a passeggio per difendere l’Area Sic
Stintino, domani le associazioni si mobilitano per sollecitare lo sviluppo di un turismo sostenibile «La Regione vieti l’attività venatoria: è un patrimonio naturalistico da sfruttare diversamente»
SASSARI. Una passeggiata nella bellezza di un luogo straordinario come la costa di Mare di Fuori a Stintino, sito di interesse comunitario. Per sollecitare lo sviluppo di un turismo sostenibile e chiedere alla Regione di bandire in quei territori protetti la caccia che vi è ancora consentita. È questo l’obiettivo dell’iniziativa che vede uniti gli ambientalisti di Italia Nostra, Lipu, Legambiente, Wwf con il Cai (Club Alpino Italiano) e Quattro Zampe Rescue Sardinia. Domani, sabato 8, le associazioni vogliono coinvolgere il più grande numero di partecipanti alla scoperta del Sic “Coste e isolette a Nord Ovest della Sardegna” , che si estende da Capo Falcone fino a Punta Furana e il cui alto valore naturalistico, dicono, mal si concilia con la passione venatoria.
L’escursione partirà da Coscia di Donna e si concluderà all’Isola dei Porri. Un percorso di un’ora che aprirà gli occhi su una natura incontaminata. L’appuntamento è alle 9,30, al parcheggio della spiaggia delle Saline, nella casetta del Progetto Sterna, quello che si è appena concluso alle Saline, paradossalmente a pochi metri dall’area tutelata di Mare di Fuori, per la conservazione e difesa di diverse specie di volatili. Che abbondano anche sul versante occidentale di Stintino: falco pellegrino, gabbiano corso, marangone dal ciuffo e tanti altri. Come sono assolutaente di pregio e rari il limonium e il ginepro fenicio che si aggrappa alle scogliere e altre piante e fiori che, soprattutto nel periodo della fioritura, colorano un panorama mozzafiato. Perciò i promotori dell’iniziativa si chiedono come nell’area Sic possa essere consentita la caccia, vietata soltanto in due ettari sui complessivi 2100: «Addirittura, al suo interno, in una delle zone più belle e preziose, esiste da molto tempo un’autogestita». Non ci stanno, gli ambientalisti al fatto che per alcuni mesi all’anno in quel patrimonio naturalistico possano aggirarsi le “doppiette” calpestando piante protette, abbandonando piombo e cartucce e «con il rischio di colpire per sbaglio qualche volatile di una specie protetta». E di fatto rendendo impossibile a chi cacciatore non è di frequentare la zona. Turisti compresi ai quali si potrebbe offrire tutto l’anno una vacanza diversa e appetibile organizzando la fruizione del territorio in sinergia con il Parco dell’Asinara «che anzi dovrebbe essere esteso a tutta la penisola di Stintino», e con le altre aree Sic presenti. Perciò si vuole richiamare l’attenzione della Regione. «In Consiglio è ancora in discussione «il piano faunistico venatorio che propone nuove zone di protezione faunistica per raggiungere la soglia minima del 20 per cento della superficie agro silvio pastorale tutelata, come è previsto dalle norme nazionali e regionali. Ora siamo appena all’8,4 per cento. E allora si includano anche le Sic e le zone a protezione speciale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
