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Sassari

Alloggi popolari, lavori fermi in via Falcone-Borsellino

di Gavino Masia
Alloggi popolari, lavori fermi in via Falcone-Borsellino

Gli appartamenti dovevano essere consegnati due anni fa ma il cantiere è ancora in alto mare Il consigliere Tellini: «Ai cittadini non vengono neppure comunicate le ragioni del grave ritardo»

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PORTO TORRES. L’emergenza abitazioni è da sempre un problema importante in città – ancor più in un momento storico dove la crisi occupazionale ha generato e genera nuove povertà – e viene davvero difficile capire il grave ritardo nella realizzazione dei 49 alloggi a canone sostenibile di edilizia pubblica residenziale di proprietà del Comune.

Lavori a rilento nelle case di via Falcone-Borsellino, che dovevano essere consegnate ad aprile 2014, e poco importa se i termini di presentazione delle domande siano abbondantemente scaduti. Sul Bollettino ufficiale della Regione erano infatti indicate esattamente, per la formazione della graduatoria generale e delle subgraduatorie finalizzate all’assegnazione degli alloggi, le date: 11 luglio 2016 per i residenti, 9 settembre 2016 per i lavoratori emigrati all’estero nell’area europea e lunedì per i lavoratori residenti in paesi extraeuropei. Tra le altre cose, intanto, è stato modificato il progetto originale presentato nella precedente legislatura, che ha comportato ritardi per l’approvazione della perizia di variante, che non prevede più il tetto a giardino: modificato anche l’impianto termico, con altro tipo probabilmente inferiore, e le pareti divisorie previste originariamente in carton gesso, con interposta coibentazione, e ora realizzate in gas-beton. Le strade interne ai fabbricati dovevano essere in terra stabilizzata (tecnica di bio edilizia), ora l’impresa le sta realizzando in calcestruzzo architettonico. Pare che l’amministrazione precedente prevedesse anche la realizzazione di tre ulteriori alloggi, in aggiunta ai 49.

Il ritardo di consegna di due anni ha sicuramente comportato maggiori costi nella costruzione, oltre a una lunga attesa per i potenziali assegnatari (almeno duecento persone hanno chiesto informazioni dettagliate all’ufficio Casa) costretti a vivere in tuguri o arrangiarsi con moglie e figli nelle piccole abitazioni dei genitori. «Il cantiere è ancora aperto – dice il consigliere sardista Davide Tellini – e non si ha alcuna notizia sulle reali motivazioni che hanno generato la stagnazione delle attività: non è chiaro se le stesse vadano a rilento o siano addirittura bloccate per mancanza di fondi. A piangere sono i cittadini bisognosi – prosegue – le categorie più deboli che purtroppo non trovano risposte da chi invece dovrebbe darle: il rischio è quello di non vedere completati in tempi brevi gli alloggi popolari con la conseguenza di vedere ingrossarsi la fila dei disperati in cerca di aiuto».

Il consigliere mette sul banco degli imputati pure l’amministrazione comunale, perché «omette di comunicare ai cittadini che hanno partecipato al bando per le assegnazioni degli alloggi popolari le tempistiche riguardanti la loro fruibilità».

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