A fuoco l’auto di un consigliere comunale
Giuseppe Mascia eletto con il M5S era passato al Pd, ma non è detto che l’origine dell’atto intimidatorio sia politica
SASSARI. Quando tra una Bmw e un’Audi va a fuoco una Fiat Marea di 16 anni fa. Quando ci sono due auto parcheggiate che insieme varranno 100mila euro, ma quella incendiata avrà un valore di marcato forse di 30 euro, allora vuol dire che la diavolina non è stata messa a caso. Ne è convinto anche il proprietario di quella vettura, Giuseppe Mascia, 41 anni, laureato in Filosofia, precario all’Università, consigliere comunale eletto col Movimento Cinque Stelle ma transitato dal novembre 2015 all’interno del Pd. Se fosse stato un semplice atto vandalico, ci sarebbe stato l’imbarazzo della scelta: altre carrozzerie avrebbero dato più soddisfazione di una povera Marea. Invece attorno a mezzanotte qualcuno si è introdotto nel cortile interno del palazzo di via Carbonazzi, a fianco della panetteria Cesaraccio, ed è andato a colpo sicuro. Ha tralasciato le vetture in sosta vicino al cancelletto e alle vie di fuga, e si è diretto verso il suo obiettivo. A mezzanotte e 10 la Marea station wagon era già un falò, le ruote anteriori sciolte, il motore distrutto, gli interni liquefatti. I vigili del fuoco, con i loro estintori, hanno potuto solo spegnere le fiamme, ma l’auto è da buttare. Il suo valore, naturalmente, non ha gran peso. Ma il gesto lascia eccome il segno. Anche perché, appurata la natura dolosa, si presta a diverse letture. La prima, inevitabilmente, è politica. Mascia, quando aveva lasciato il M5S per approdare al Pd, era stato vittima di un vero e proprio linciaggio sui social. I militanti grillini non gli avevano perdonato quello che loro reputavano un tradimento. Quindi insulti, violenza verbale, e anche qualche velata minaccia. Mascia aveva incassato, e nei nuovi panni di esponente di maggioranza aveva preferito adottare un basso profilo. Il senatore Pd Silvio Lai invita gli inquirenti a sondare anche la pista politica: «Il gesto criminale compiuto questa notte è di una gravità estrema, crea non poca preoccupazione e non deve essere in alcun modo sottovalutato. Colpisce un consigliere comunale tra i più preparati e arriva dopo mesi di pesanti attacchi verbali di cui Mascia è stato vittima dopo aver deciso di aderire alla maggioranza. A lui voglio esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza. Mi auguro che le forze dell’ordine sappiano far luce su questo grave fatto individuando i responsabili. Un ulteriore auspicio è che la violenza, anche quella verbale, possa non trovare più alcun spazio». Però la matrice di questo atto intimidatorio potrebbe avere ben altre origini. Il condominio dove risiede Mascia si era battuto a colpi di esposti contro un circolo privato molto frequentato, e, a detta degli inquilini, anche molto rumoroso. Alla fine il locale era stato costretto a chiudere i battenti, ed è facile che un’eventuale ritorsione da parte dei tantissimi frequentatori, si sia rivolta verso il rappresentante istituzionale. E poi ci sono i genitori del consigliere che gestiscono un bar tabacchi, e anche il mondo concorrenziale del commercio spesso trascende in vili dispetti. Il sindaco Nicola Sanna, nel suo messaggio di solidarietà, è più propenso a sposare una pista distante dalle diatribe politiche. «Esprimo la vicinanza mia e di tutti i consiglieri a Giuseppe Mascia per l’atto di vandalismo subìto. Sono fatti che succedono, sono in corso indagini e, al momento, non posiamo pensare ci sia un nesso con la sua attività politica. Lo scongiuro. Credo che, come stia capitando in varie città – ha proseguito – alcuni violenti a volte imperversano». Sostegno al consigliere Mascia anche da parte dei suoi ex compagni di partito del Movimento Cinque Stelle: «Un vile atto vandalico da condannare»
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