Sassari, si dichiara capo di Stato per evitare l'arresto: in carcere per bancarotta fraudolenta
Protagonista un imprenditore sassarese di 65 anni, nel 1997 aveva provocato il fallimento di una società che gestiva un noto centro commerciale in città
SASSARI. Ha provato ad evitare l'arresto invocando le improbabili immunità penali che spettano, in virtù del diritto internazionale consuetudinario e pattizio ai capi di Stato e governo esteri. Ma per Costantino Felice Patrizio Massimiliano Dejala, imprenditore di 65 anni, sedicente capo di Stato, primo ministro e Gran Maestro del ”Principato Isola dei Cavalieri”, con sede a Brooklyn, a New York, non c'è stato nulla da fare. E alla fine l'uomo è stato accompagnato alla casa circondariale di Bancali.
Lo avevano trovato poco prima gli agenti della mobile della Questura di Sassari dopo averlo cercato per giorni: era in un hotel della provincia, dove alloggiava temporaneamente. I poliziotti stavano eseguendo un ordine di carcerazione emesso dal procuratore della Repubblica, perché era divenuta definitiva una sentenza di condanna a quattro di reclusione. Il reato: una bancarotta fraudolenta nel 1997, avendo provocato il fallimento di una società che gestiva il centro commerciale La Piazzatta, e di un’altra società che forniva servizi di sicurezza e logistica all’azienda di cui era amministratore.
Le gravi condotte fraudolente avevano portato al crack di entrambe le società, con gravi perdite economico finanziarie.
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