Gli studenti d’agraria insegnano a dire no agli sprechi di cibo
In poche ore recuperato il pranzo per tutti solo dai “rifiuti” Domani il convegno per la giornata Fao dell’alimentazione
SASSARI. L’Università di Sassari aderisce alla Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre, e celebrerà l’appuntamento istituito dalla Fao con un convegno intitolato “Salviamo la terra riducendo gli sprechi alimentari”. L’incontro si terrà domani, dalle 10 e 30, nell’aula magna del dipartimento di Agraria e vedrà gli interventi, tra gli altri, di Francesca Gianfelici della FAO di Roma, moderatrice della Community of Practice on food loss reduction, e del rettore, Massimo Carpinelli.
Proprio sulla riduzione degli sprechi alimentari si concentra l’attività dell’ateneo sassarese. Se eliminare la fame nel mondo è un’impresa (quasi) impossibile, fermare lo spreco di cibo è fattibile, ed è alla portata di tutti. Lo hanno dimostrato i ragazzi dell’Asa, l’associazione studenti di Agraria di Sassari, che in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione hanno portato a termine, con successo, un esperimento semplicissimo: hanno fatto il giro dei piccoli negozi e dei market raccogliendo il cibo non più vendibile, o perché vicino alla scadenza, o perché non presentabile dal punto di vista estetico. Così nelle rivendite di frutta e verdura hanno preso pomodori ammaccati, ma ancora buonissimi, e altri ortaggi, e mele non abbastanza splendenti per essere esposte alla vendita; nei negozi di alimentari hanno avuto in dono riso biologico la cui confezione era leggermente danneggiata; poi acqua la cui confezione multipla non era più commerciabile perché una bottiglia della serie era danneggiata; anche il pane, non di giornata, è stato regalato da una panetteria. Con questa spesa a costo zero (tutta la merce era destinata al macero, quindi è stata regalata agli studenti), i ragazzi del’Asa hanno potuto preparare un pranzo con primo, secondo e dolce.
È venuto fuori un menù anti spreco degno di un ristorante: riso funghi e zafferano, cicoria e cavolfiore stufati con pomodori e olive, mele caramellate. «Abbiamo dimostrato che mettere un freno allo spreco di cibo è facilissimo e lo possiamo fare tutti con un minimo di impegno», ha spiegato Eugenio Marras, presidente dell’Asa di Sassari. «Dal nostro esperimento abbiamo realizzato un breve video dimostrativo che proietteremo venerdì al convegno della Giornata mondiale dell’alimentazione».
Se tutti mettessimo in pratica l’esperimento degli studenti di Agraria, le cifre snocciolate ieri mattina dal prorettore vicario Luca Deidda, dal direttore del Dipartimento di Agraria, Antonello Pazzona, dal delegato del rettore all’Internazionalizzazione, Luciano Gutierrez, da Marilena Budroni, docente di Biotecnologie microbiche, Alessandra Del Caro, ricercatrice in Scienze e tecnologie alimentari, e Lucia Oggiano della Coldiretti di Sassari, diventerebbero un ricordo utile per gli annali di statistica. Dati raccolti e diffusi dalla Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura), la quale ha stimato che oltre un terzo di tutti gli alimenti prodotti a livello globale è perso o sprecato: circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ogni anno (con un costo di 2.600 miliardi di dollari), che potrebbero bastare per sfamare 800 milioni di persone. E l’Europa fa la sua parte: nella UE a 27, si sprecano ogni anno circa 200 miliardi di euro in alimenti, un valore quasi equivalente al della Grecia.
«Vorremmo la Giornata mondiale dell’alimentazione diventasse un appuntamento annuale fisso del nostro Ateneo», ha dichiarato Luca Deidda, «È un tema chiave di cui parlare con i giovani per educarli a un consumo di cibo consapevole».
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