La Nuova Sardegna

Sassari

Parkinson, si allungano i tempi delle visite

L’associazione dei malati protesta. Poco personale in clinica neurologica con il blocco del turn over

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SASSARI. «Il servizio ambulatoriale per i malati di Parkinson non consente di coprire tutte le richieste e così le liste d’attesa si allungano». Tornano alla carica i rappresentanti dell’associazione “Volare si può, sognare si deve” che tutela le persone affette da questa malattia neurodegenerativa. Nella clinica neurologica, infatti, il servizio quest’estate era stato ridotto e con la riorganizzazione, secondo l’associazione, i giorni di visita ai pazienti non sono comunque sufficienti. Un problema di organici, come al solito, in una sanità che è sempre pronta a tagliare personale e mezzi, senza curarsi se questo significa mettere in crisi quanti avrebbero diritto a un’assistenza sempre migliore.

La clinica neurologica, infatti, sta risentendo pesantemente della mancanza di turn over. I medici andati in pensione negli ultimi due anni non sono stati sostituiti. Sei professionisti mancano così all’appello e altri due presto lasceranno il lavoro per raggiunti limiti di età, uno di questi entro la fine del mese. In pratica, la pianta organica verrà privata presto di otto persone che potevano assicurare una presenza indispensabile per i vari servizi del reparto. E all’orizzonte, a quanto sembra, non sono in vista sostituzioni o nuove assunzioni che possano far sperare in un cambiamento delle condizioni attuali.

Per quanto riguarda i malati di Parkinson, la loro assistenza era concentrata sul medico Paulus Kai, il quale ora ha a disposizione solo due giornate per le visite ambulatoriali. L’ambulatorio viene assicurato anche da altri medici, ma siccome con la logica delle “nozze con i fichi secchi” non si possono certo pretendere miracoli, viene difficile mantenere gli stessi livelli di assistenza assicurati un tempo.

L’associazione dei malati di Parkinson lancia perciò un appello affinchè il servizio possa essere garantito alle stesse condizioni del passato. «Alcuni di noi non riescono da mesi a fare una visita e ora stiamo attendendo con ansia il 31 ottobre quando verranno aperte le prenotazioni: quanto dovremmo aspettare per essere visitati – si chiede una componente del direttivo –?. Considerato che i parkinsoniani in provincia sono diverse centinaia, chi ha in mano le leve della sanità si interessi anche al nostro caso». (p.f.)

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