Sassari, allarme della Asl: calo drastico delle vaccinazioni tra i bambini
L'Azienda sanitaria avvia campagne di sensibilizzazione perché la copertura nel Nord Ovest Sardegna è scesa dal 97 per cento al 93
SASSARI. La guerra antivaccino ha colpito anche il Sassarese. In pochi anni la quota di bambini vaccinati è scesa di alcuni punti percentuali: dal 97-98 per cento si è passati al 93-94, al di sotto della soglia ottimale del 95 per cento con la quale si scongiura la diffusione di malattie mortali e ormai dimenticate come la difterite, la poliomielite e il tetano. Lo afferma il responsabile del servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl Fiorenzo Delogu che da ieri ha avviato una campagna di promozione delle vaccinazioni obbligatorie (polio, tetano, difterite ed epatite B) e di quelle fortemente raccomandate come morbillo, rosolia, meningite, pertosse e altre. «La disinformazione e i falsi miti hanno portato molti genitori a scegliere di non vaccinare i propri figli - spiega -. E si tratta di una scelta drammatica perché non coinvolge soltanto il bambino a rischio di malattie molto gravi ma l’intera comunità». Il pericolo infatti è che i piccoli non vaccinati possano contrarre la malattia e trasmetterla provocando la ricomparsa di patologie che in un passato non troppo lontano causavano la morte di tantissime persone. Vere e proprie epidemie che oggi vengono scongiurate dalle campagne vaccinali. Nel Nord Sardegna il calo non è stato così drastico come in altre Regioni (il Veneto ad esempio dove si è arrivati al 90 per cento dei vaccinati) ma secondo i medici della Asl non bisogna abbassare la guardia e c’è da riguadagnare i punti persi. Ecco perché anche ieri tra i tanti stand della fiera Promoautunno alla Promocamera c’era anche quello della Asl per le informazioni sui vaccini e sulla loro importanza. «Visto il calo delle vaccinazioni il ministero si è mosso -aggiunge Delogu - varando l’anagrafe vaccinale informatizzata per la quale la nostra Asl farà da capofila già dalla fase sperimentale. Mettendo tutti i dati su computer sarà possibile monitorare le scadenze e tenere sotto controllo le vaccinazioni».
Il calo dei vaccini è dovuto alla convinzione, in una fascia crescente di popolazione, che i farmaci che vengono iniettati per prevenire l’insorgere delle malattie ne causino altre ugualmente gravi. Nonostante si tratti di argomentazioni prive di riscontri scientifici la percentuale di copertura è scesa sensibilmente.
I bambini che vengono vaccinati ogni anno sono circa 2200: sempre meno, visto il calo demografico, ma comunque in grado di incidere sulla salute pubblica. Tanti sono i vaccini messi in commercio negli ultimi anni. Molto consigliati quelli per la meningite, per la gastroenterite (rotavirus) e l’hpv per le femmine di 11 anni.
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