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Vini della Romangia tesori da tutelare con le nuove tecniche

Vini della Romangia tesori da tutelare con le nuove tecniche

SORSO. Riscontri positivi per la tavola rotonda sulla viticoltura in Romangia, organizzata dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, in collaborazione con Laore e l’associaz...

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SORSO. Riscontri positivi per la tavola rotonda sulla viticoltura in Romangia, organizzata dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, in collaborazione con Laore e l’associazione Città del Vino. Venerdì scorso nella sala del palazzo Baronale di Sorso si è parlato di evoluzione degli areali di coltivazione, varietà di vino da tavola coltivate storicamente e biodiversità. «Il nostro intento - ha detto il consigliere comunale e promotore dell’iniziativa, Gigi Spanu - è valorizzare il territorio della Romangia e le sue prerogative. Nel corso del tempo, si è puntato molto sulla produzione, che è di notevole pregio e qualità, ma meno sulla vinificazione».

Tra i relatori anche il direttore del dipartimento di Storia dell’università di Sassari, Marco Milanese, che ha offerto ai presenti alcuni cenni storici. «È innegabile - ha spiegato il professore - che anche in epoca medievale il vino fosse un bene largamente conosciuto. Nel sito archeologico di Geridu si riscontrano resti di vinaccioli carbonizzati che attestano la produzione di vino».

Tra gli interventi, moderati dal giornalista Pasquale Porcu, anche quelli di Gianni Lovicu, ricercatore di Agris Sardegna; Luca Mercenaro, ricercatore dell’università di Sassari; Paolo Benvenuti, direttore generale dell’associazione Città del vino e Renzo Peretto, agronomo della Laore. (s.s.)

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