Il rilancio del territorio può ripartire dagli orti urbani
SASSARI. L’immenso patrimonio rurale che ha caratterizzato tanta parte della storia di Sassari, potrebbe essere recuperato per reimpiantare gli orti? Che ricaduta avrebbe, oggi, un progetto del...
SASSARI. L’immenso patrimonio rurale che ha caratterizzato tanta parte della storia di Sassari, potrebbe essere recuperato per reimpiantare gli orti? Che ricaduta avrebbe, oggi, un progetto del genere sull’economia di un territorio in grave stato di sofferenza?
Di questo e tanto altro si discuterà domani, venerdì 21, a partire 15, nell’aula magna del Dipartimento di Agraria, in viale Italia. Sarà l’occasione per riflettere più in generale sulle tante aree verdi, spesso abbandonate o sottoutilizzate. Il territorio di Sassari, infatti, è particolarmente ricco di zone verdi incolte, in alcuni casi molto ampie, che, se razionalizzate, possono diventare basi per lo sviluppo di progetti a carattere sociale come gli orti urbani. La riflessione sarà avviata anche sulla scorta di alcune esperienze realizzate con successo in diverse realtà. C’è l’orto impiantato dai detenuti all’interno del carcere di Bancali, gli orti del progetto di salute mentale “Olio per la mente”, a San Francesco, quello curato dall’Associazione degli studenti di Agraria, in via Rolando.
L’appuntamento, organizzato dall’Ateneo sassarese, mette insieme i protagonisti di questi progetti realizzati in città e alcuni specialisti di settore. Ma nelle intenzioni dei promotori c’è soprattutto la volontà di restituire gli orti a un’area urbana che nel passato è stata marcatamente caratterizzata dalla pratica agricola. Nelle realtà in cui sono stati varati programmi analoghi, si è assistito al ripristino di aree abbandonate, a un netto miglioramento delle relazioni sociali con ricadute decisamente positive sull’economia. All’incontro, partecipano studenti, docenti, amministratori e rappresentanti di associazioni. Sarà una riflessione a più voci incentrata sulla necessità, ormai improcrastinabile, di rilanciare un settore da troppo tempo abbandonato.
Antonio Meloni
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