Palpeggiò due donne nel giardino di casa 30enne condannato
SASSARI. Un anno e quattro mesi per quei palpeggiamenti che il codice penale identifica come reato di violenza sessuale. Il gup Rita Serra ieri mattina ha riconosciuto all’imputato, un migrante...
SASSARI. Un anno e quattro mesi per quei palpeggiamenti che il codice penale identifica come reato di violenza sessuale. Il gup Rita Serra ieri mattina ha riconosciuto all’imputato, un migrante nigeriano di 30 anni che viveva nel centro di accoglienza di Sorso, la parziale infermità e lo ha anche interdetto dai pubblici uffici e ha disposto la libertà vigilata per un anno. Il pubblico ministero Maria Paola Asara, al termine della discussione, aveva chiesto una condanna a due anni e otto mesi mentre il suo avvocato, Carlo Pinna Parpaglia, ne aveva chiesto l’assoluzione.
Nella richiesta di rinvio a giudizio il pm descriveva il comportamento dell’uomo. In una delle due violenze contestate «con la scusa di imbastire un dialogo, nonostante la donna gli avesse chiaramente intimato di allontanarsi, continuava ad avvicinarsi a lei e con la sua mano le palpava la natica», nell’altro episodio il migrante era entrato nel cortile dell’abitazione della donna (entrambe le vittime sono di Sorso): «Prima con avances a gesti di tipo sessuale e, nonostante la donna chiaramente gli avesse intimato di allontanarsi e andarsene, continuava, avvicinandosi a lei, tentando di bloccarla, afferrandole le mani e contestualmente palpandole il seno». La donna in quel caso era fortunatamente riuscita ad allontanarsi e a chiedere aiuto andando verso casa di una vicina. Non aveva trovato nessuno e si era quindi chiusa dentro la macchina da dove era riuscita a chiamare la figlia e il cognato. I due avevano subito raggiunto la donna, dopo una breve colluttazione il trentenne nigeriano era scappato nei campi vicini ma in seguito era stato rintracciato e le due donne lo avevano denunciato. (na.co.)
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