Auto e moto incendiate, è il terzo giorno di fuoco
Prosegue l’inspiegabile serie di attentati, nel mirino questa volta due donne L’opposizione insorge: basta stare a guardare, si convochi un consiglio aperto
PORTO TORRES. Le fiamme hanno illuminato per tre giorni consecutivi altrettante zone della città a causa di attentati di origine dolosa ai danni di due automobili e una moto. Una escalation preoccupante che sta creando apprensione tra i cittadini, completamente ignari del motivo che ha scatenato questa serie di eventi di natura criminale che proseguono senza soste ormai da circa tre anni.
Gli ultimi in ordine di tempo quelli accaduti nella notte tra mercoledì e giovedì. Stavolta è stata avvolta completamente dal fuoco una Yamaha 600 parcheggiata in via Parini e danneggiata una Fiat Punto posteggiata in via Sanzio, di proprietà di due donne. In via Sanzio solo l’intervento provvidenziale della pattuglia dei carabinieri, armati di estintore, ha impedito che un innesco riuscisse a far partire completamente l’incendio sulla grande Punto di nuova produzione. I militari, durante un normale controllo, si sono infatti trovati al posto giusto nel momento giusto e hanno spento le fiamme dell’auto, lasciando poi ai vigili del fuoco l’intervento per la messa in sicurezza del tratto di strada e il lavaggio della Punto. Sul marciapiede è stato rinvenuto un pezzo di diavolina, che i piromani avevano prima sistemato sulla ruota, segnale inequivocabile dell’attentato incendiario andato a male solamente per l’intervento dei militari.
Proprio i carabinieri della compagnia hanno avviato in questi giorni una serie di servizi specifici finalizzati al contrasto degli attentati incendiari e degli atti vandalici. Qualche novità c’è: l’attività di controllo dei vari settori della città, soprattutto il centro urbano, e il reperimento dell’innesco durante i rilievi effettuati in via Sanzio hanno consentito di raccogliere elementi utili per la possibile identificazione del presunto responsabile. Sui ripetuti episodi di violenza che stanno accadendo in città, intanto, hanno chiesto la convocazione urgente del consiglio comunale gli esponenti di opposizione.
«Alla luce dei recentissimi eventi colpevolmente sottovalutati dal sindaco Wheeler e dalla sua maggioranza – dicono Davide Tellini, Costantino Ligas, Massimo Cossu, Massimiliano Ledda, Gianluca Tanda e Alessandro Carta – chiediamo la convocazione di un consiglio aperto affinché il sindaco illustri quanto prima i provvedimenti che intende mettere in atto a tutela dei cittadini, con l’auspicio di poter individuare gli immediati accorgimenti che dovrebbero essere assunti per limitare il problema». Per Davide Tellini la città sta vivendo uno dei momenti più bui: «Dobbiamo assolutamente reagire, esprimendo intanto la solidarietà a chi ha subito il danno, e soprattutto dare un segnale forte di ribellione e di fermezza a questi vili atti: il primo cittadino, poi, deve farsi carico concretamente delle esigenze della comunità». Porto Torres, secondo Massimo Cossu, non è una città violenta: «Abbiamo invece dubbi sulle reali capacità di questa amministrazione di interessarsi al fenomeno: serve un atto di indirizzo per un servizio notturno da parte della polizia locale e un utilizzo di ulteriori telecamere già finanziate dall’assessorato regionale». Per Alessandro Carta è importante la disponibilità di collaborazione manifestata dalle associazioni di volontariato: «Ma per trasmettere un segnale forte ai cittadini serve un'azione forte delle istituzioni».
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