Rapinò una bidella, condannata a 2 anni
Minacciò una 64enne con una siringa per farsi dare i soldi L’imputata è stata arrestata diverse volte per lo stesso reato
SASSARI. Aveva minacciato per strada una donna di 64 anni mostrandole una siringa e dicendole che era infetta. Tutto per avere in cambio il portafoglio della signora, una bidella della scuola di San Donato, che conteneva cento euro.
A distanza di una settimana dal fatto accaduto nel centro storico di Sassari, proprio davanti al caseggiato, la rapinatrice era stata identificata dalla polizia e arrestata. A lei erano risaliti attraverso una descrizione fornita dalla vittima che l’aveva indicata anche attraverso il riconoscimento fotografico in questura. Ma gli agenti avevano acquisito anche le registrazioni delle telecamere di una farmacia e di una banca che si trovano al Corso e in questo modo erano riusciti a risalire a Michela Paddeu, sassarese di 34 anni. La donna, oltretutto, era ai domiciliari per un precedente reato e quindi le era stata contestata anche l’evasione.
Due giorni fa davanti al giudice Antonello Spanu, la Paddeu – che era assistita dall’avvocato Carlo Pinna Parpaglia – è stata condannata a due anni e sei mesi di reclusione. Il pubblico ministero Corinna Carrara aveva chiesto una condanna a tre anni, il giudice le ha concesso l’attenuante del “danno patrimoniale di speciale tenuità”. Che nel caso specifico sarebbe l’aver sottratto un portafoglio con cento euro.
Quello di Michela Paddeu è un nome noto alle forze dell’ordine. La giovane, infatti, era stata arrestata per la rapina a una bidella davanti alla scuola di San Giuseppe, poi era finita nei guai lo stesso mese dopo un colpo maldestro da Oviesse, trasformatosi in rapina impropria per la reazione delle commesse e delle donne delle pulizie del negozio di abbigliamento del centro commerciale Luna e Sole.
Lo scorso marzo, invece, è stata condannata a un anno di reclusione per il colpo da Brico Cina di dicembre del 2015, quella volta era insieme a un’altra persona. Gli agenti erano risaliti a loro perché i commessi avevano consegnato un casco e un telefono cellulare persi dai due durante la fuga in scooter.
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