Dal medioevo a internet, gli Statuti Sassaresi arrivano on line
A settecento anni dalla promulga la versione digitale della pergamena è in rete. La raccolta di leggi approvata il 28 ottobre del 1316 è consultabile gratuitamente
SASSARI. A settecento anni dalla promulga degli Statuti sassaresi, la versione digitale dell’antica pergamena è online. Dalla mezzanotte di ieri, la raccolta di leggi redatta e approvata dai consiglieri civici il 28 ottobre del 1316, è consultabile in rete.
Chissà se allora, il Consiglio riunito nella Casa comunale per dare attuazione agli Statuti, avrebbe mai immaginato che sette secoli dopo quel documento avrebbe fatto il giro del mondo. Certo, perché da ieri il testo degli Statuti Sassaresi, uno dei documenti giuridici più importanti del Medioevo sardo, è visibile a tutti.
Il progetto di digitalizzazione, coordinato dall’Archivio storico del Comune, in collaborazione con Data Symposium e Numera, è stato illustrato nel dettaglio, ieri pomeriggio, da Paolo Cau, nella sala dell’istituto di via dell’Insinuazione. Il direttore dell’Archivio storico del Comune, affiancato dal sindaco Nicola Sanna e da Sabrina Mingarelli, soprintendente archivistico regionale, ha presentato al folto pubblico presente, il progetto denominato "Dall’Archivio alla rete". C’è da dire subito che dal 1294, Sassari è comune "pazionato", cioè con una relativa autonomia, ma sotto la protezione di Genova, potente Repubblica marinara, che si riserva il diritto di nominare e inviare in città un podestà e quello che, oggi, definiremo gruppo dirigente. Gli Statuti vengono redatti e promulgati proprio per garantire a Sassari una relativa indipendenza, tanto che i genovesi si impegnano a governare rispettando quelle leggi.
L’internauta, adesso, potrà consultarlo da casa, semplicemente collegandosi con il sito istituzionale del Comune, nella parte dedicata all’Archivio storico, che per l’occasione presenta anche un nuovo allestimento. I fogli della pergamena sono sistemati su un leggio elettronico che permette all’utente di sfogliarla e consultarla secondo le esigenze.
La seconda fase del progetto prevede la trascrizione del testo che sarà affiancata alla schermata del documento, una sorta di traduzione a fronte tenendo conto del fatto che l’opera è redatta in volgare sardo. «Il documento - ha ricordato lo storico Antonello Mattone - rappresenta la base dell’identità storica della città, uno dei fondamenti giuridici del Medioevo sardo». Ma l’operazione di digitalizzazione, alla prima fase, ha anche un grande valore divulgativo oltre che scientifico: «Il progetto - ha precisato infatti Sabrina Mingarelli - risponde alla duplice esigenza di conservazione e fruibilità di un atto fondamentale per la storia sarda». La serata è stata arricchita dagli interventi di Raffaella Sau, assessore alla Cultura di Palazzo ducale, e di Antonio Capitta, presidente di Numera, società telematica del Banco di Sardegna che collabora al progetto. La presentazione si è conclusa in bellezza con la performance dell’attrice Clara Farina. Le celebrazioni per i Settecento anni degli Statuti sassaresi proseguono nei prossimi giorni con una serie di appuntamenti che si concluderanno con l’importante convegno - organizzato da Comune, Università e Soprintendenza - in programma a Palazzo di città dal 24 al 26 novembre.
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