La Nuova Sardegna

Sassari

Il cimitero “dimezzato” tirato a lucido per la festa

di Vincenzo Garofalo
Il cimitero “dimezzato” tirato a lucido per la festa

Il Comune fa trovare il camposanto in ottime condizioni ai numerosi visitatori Sullo sfondo però c’è la grana project e i troppi problemi ancora da risolvere

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SASSARI. È un cimitero dimezzato quello che accoglie i sassaresi per il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti. Da una parte un camposanto vecchio e decadente, con una grande necessità di manutenzioni, e di nuovi loculi. Dall’altra un cantiere abbandonato, quello dell’ampliamento del cimitero, appunto, al centro di una infinita controversia fra il Comune e le imprese che dovevano portare a termine il project financing da 40 milioni di euro, partito dodici anni fa e ancora lontano dal completamento.

In vista del 2 novembre il Comune si è attrezzato per far trovare ai sassaresi un cimitero nelle migliori condizioni possibili. I viali di cipressi sono pulitissimi, fra le file di loculi ci sono decine di scale mobili per permettere a tutti di raggiungere più o meno comodamente le lapidi dei loro cari, gli alberi sono stati potati a dovere, e a parte qualche cassonetto stracolmo agli angoli del camposanto, tutto sembra essere in perfetto ordine. O quasi. Con un pizzico di ingegno Palazzo Ducale ha ovviato, almeno temporaneamente, all’emergenza posti: ha requisito provvisoriamente le cappelle non ancora occupate e le ha usate per ospitare le salme di chi aspetta un loculo. In questo modo ha evitato l’assembramento di bare in attesa di sepoltura nella camera mortuaria accanto alla cappella funebre. Così in molte cappelle occupate ad interim, al posto delle lapide sono apparsi veri e propri poster, gigantografie a colori dei defunti che permettono di identificare le tombe. Alla periferia del cimitero, nei blocchi di loculi costruiti di recente e affacciati sul cantiere abbandonato dove sorgeranno nuovi manufatti funebri, la lontananza dal centro direzionale si fa sentire.

Qui, alle 11, i cassonetti dell’immondizia sono già pieni e non c’è nemmeno l’ombra di un inserviente che si preoccupi di svuotarli. L’ascensore per arrivare al primo piano del blocco che ospita centinaia di loculi è fuori uso. Schiacciare il tasto per chiamare l’ascensore e far aprire le porte è inutile quanto provare a entrare nel bagno per disabili ricavato sempre al primo piano. La pesantissima porta dei servizi igienici è bloccata. Resta aperto uno spiraglio di appena una ventina di centimetri: impossibile far passare una sedia a rotelle, e altrettanto impossibile riuscire a entrare anche per una persona non disabile, a meno di essere sottili come una sogliola. Nel blocco di loculi più vecchi invece, l’ascensore è in funzione: certo, all’interno c’è un bel concentrato di spazzatura, ma trattenendo il fiato per una decina di secondi si possono evitare tre rampe di scale.

Al piano terra dello stesso blocco loculi una parte delle sepolture è inaccessibile: l’intonaco del ballatoio del piano superiore si sta sbriciolando e una serie di transenne e il cartello “vietato alle persone non autorizzate” taglia fuori una ventina di spoglie dall’affetto dei loro cari. «Abbiamo chiesto alla ditta che cura le manutenzioni un’attenzione particolare per queste giornate» assicura l’assessore Ottavio Sanna. «Verificheremo immediatamente le cose che non vanno e interverremo».

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