Porto, non funziona il servizio di gestione dei rifiuti tossici
La denuncia da parte del Pd: scarti abbandonati da tempo Rum: «Chi amministra la città non vede i veri problemi»
PORTO TORRES. Da diverse settimane nella banchina del porto commerciale dove sono ormeggiati i pescherecci dello strascico sono presenti rifiuti tossici e nocivi come gli oli esausti, batterie senza contenitori adeguati (come prevede la legge) e ferraglia di tutti i tipi. Nonostante le esortazioni da parte dei vertici della Port Authority - che mesi fa aveva provveduto a una pulizia generale dello scalo - la situazione non è cambiata considerando pure la presenza di accumulatori e contenitori di plastica di varie dimensioni. Un argomento che ha fatto storcere il naso all’ex sindaco Giacomo Rum e all’ex presidente della commissione Portualità Massimo Piras, entrambi componenti del Pd, che si chiedono a questo punto dove sono i controlli da parte degli enti preposti e l’applicazione delle norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati, anche in attuazione delle direttive comunitarie. «Il riscontrare periodicamente l’abbandono di rifiuti tossici e nocivi sulle banchine del nostro porto – dicono –, altamente inquinanti per il mare, non giustifica in alcun modo chi ha la responsabilità di gestire tutte le strutture portuali: questa problematica aggrava di costi le gestioni dell’Autorità portuale, che invece dovrebbe far capire alla gente di Porto Torres se tiene nella giusta considerazione gli investimenti fatti dalla Regione per la costruzione del porto turritano».
Quando non vengono rispettati i dispositivi legislativi in vigore nel Paese, secondo Rum e Piras, bisogna capire che chi ha responsabilità di gestione di grandi complessi come il porto di Porto Torres, deve assumersi in pieno la responsabile che ne consegue. Il riferimento dei due esponenti del Pd si sposta poi alle altre opere portuali, di competenza dell’Authority, come il porto turistico ancora senza gestione (senza acqua e senza luce) e l’Antemurale dove si è in attesa dell’avvio degli interventi. «Nella prima opera costruita anni fa dalla Regione – attaccano – vi è un totale abbandono gestionale per il quale è giusto aspettarsi un evidente costo aggiuntivo e danno erariale dovuto a un ritardo ingiustificabile nei tempi: sarebbe opportuno sapere se vi siano intenzioni di aprire pubblicazioni e richieste di privati per l’assegnazione di aree e banchine esistenti nell’attuale porto civico, oltre a chiarire quali siano i problemi relativi alla prosecuzione dei lavori dell’Antemurale di ponente, alla luce della aggiudicazione della gara d’appalto». L’ultima stoccata, invece, è per l’amministrazione comunale: «La politica turritana sembra ora interessata a liberare tartarughe, fare gite in bicicletta e spolverare granelli di sabbia dello Scoglio Lungo, perché non riesce a vedere i problemi veri dello sviluppo del porto e preparare il Puc».
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