Boschi, patrimonio da salvare
Pattada, dalla Regione 450mila euro per la tutela di quattromila ettari
PATTADA. Il Comune di Pattada ha ottenuto il finanziamento regionale di 450 mila euro per il mantenimento e la salvaguardia del patrimonio boschivo. «Il finanziamento ottenuto dalla Regione, che sarà dilazionato in cinque anni, è una boccata d’ossigeno che ci permetterà di sistemare parte del patrimonio boschivo del nostro comune», è il primo commento dell’assessore all’Agricoltura, Antonio Giovanni Maria Regaglia. Nella graduatoria della misura 15 “Servizi silvo-climatico-ambientali e salvaguardia della foresta” del Piano di sviluppo rurale Pattada si aggiudica, posizionandosi al quindicesimo posto, l’intera somma richiesta. I fondi saranno da destinare a interventi di pulizia dei boschi del territorio. Il patrimonio si estende per quattromila ettari e ne fa parte Su Monte 'e subra. «Si tratta di un intervento a macchia di leopardo che comprenderà moltissime zone del territorio boschivo pattadese – ha spiegato Regaglia –. Sarà possibile coinvolgere le imprese silvo-colturali locali e garantire interventi puntuali di manutenzione riferiti in questo caso ai boschi di leccio. Per le sugherete è intenzione di questa amministrazione partecipare sia direttamente, sia attraverso l’affidamento di terreni a imprese locali, ai bandi in prossimità di pubblicazione da parte della Regione. Il nostro territorio è ricco di specie botaniche, i suoi sentieri sono teatro di escursioni in macchina e passeggiate a piedi, laboratori educativi, gite fuoriporta per turisti». Il piano di sviluppo rurale è anche lo strumento di programmazione della politica di sviluppo rurale finanziata dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, che definisce, gli interventi regionali per il periodo di programmazione 2014/2020. «Questo finanziamento – ha concluso l’assessore Regaglia – è da aggiungere al probabile contributo per la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio, denominato “cantieri verdi”, erogazione che per il 2016 è stata di circa centomila euro».
Elena Corveddu
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